Con lo zucchero nelle tasche

Con lo zucchero nelle tasche

Un giorno senza sorriso è un giorno perso
#cuoriovunque
Ormai non è più in mio potere controllare il cuore. Conosco dove hanno di casa il cuore, gli altri. Dentro il petto, si sa. Per me invece è impazzita l’anatomia. È tutto cuore, romba dappertutto....
Copenhagen
  La Danimarca, con le sue bellezze nordiche ed il carattere ben deciso, può senza dubbio considerarsi uno dei paesi europei più affascinanti da visitare.   Copenhagen, la capitale, con la sua Sirenetta ed i...
Transilvania
La Transilvania è una terra affascinante e controversa. Arrivando si percepisce fin da subito il suo animo combattivo e la sua fierezza nonostante l’aspetto decadente di uno di quei paesi segnati profondamente dalla depressione del...

Benvenuti! Gli ultimi articoli...

Expanded Eye, far di se stessi un’opera d’arte
Il periodo di massimo splendore del cubismo era nei primi anni del ventesimo secolo, lo abbiamo letto tutti fra i banchi di scuola... Sto forse...
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Le mitiche auto Ermini in mostra a Firenze
E ancora una volta una mostra si lega a Leonardo a doppio filo e ci mostra come la sua testa corresse in avanti di migliaia...
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We still have a dream, Martin
I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color...
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Un po’st scrauso
・・・ agg. (fam.) Brutto, di aspetto sgradevole; di qualità scarsa, scadente, fuori moda. Neologismi, 2019 «"Scrauso" significa propriamente "di scarso valore" ed è attestato per...
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NY cheesecake
Buongiorno a tutti, oggi vogliamo fare i buoni, e come farlo meglio che con una bella Cheesecake? Avendola sempre fatta 'a freddo'... stop, la cheesecake...
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Thomas Yang: l’artista che dipinge con i copertoni della bici
L'invenzione della ruota rappresenta una delle tappe più importanti per l'umanità, la facciamo risalire al 3.500 a.C. ad opera dei Sumeri. Da quel momento, niente...
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Copenhagen

 

La Danimarca, con le sue bellezze nordiche ed il carattere ben deciso, può senza dubbio considerarsi uno dei paesi europei più affascinanti da visitare.

 

Copenhagen, la capitale, con la sua Sirenetta ed i palazzi antichi in mattoni rossi che si stagliano fieri contro i venti del mare del nord vi apparirà graziosa ed ordinata, perfettamente funzionale e funzionante.

 

Caffè? Chiaro! Buon cibo? Sicuro! Musei? Certo!

 

Fra le strade acciottolate della città troverete senza fatica tutto quello di cui avrete bisogno fra ristoranti, caffè, negozi di ogni genere. Mentre per raggiungere chiese, torri e palazzi vi basterà fare quattro passi per le vie del centro…

 

Avete poco tempo? Nessun problema! Già in tre giorni è facile farsi un’idea della città.
Copenhagen è una città molto semplice, perfetta sia per un week-end che per un tour più elaborato.

 

 

Venite con me alla sua scoperta, vi va?

E qualche chicca...

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' Piante che cercano di sopravvivere in assenza dei proprietari' Un nuovo film? Un flora-remake di Pets? La verità? Dura, seria, sopravvivenza. Dura, più che...
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Padri disposti a tutto
Essere padri non è certamente facile. Formare un figlio nel modo giusto può essere molto impegnativo e faticoso, ma può anche regalare grandi soddisfazioni…
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Javier Perez, l’arte in tutto
Conoscete già Javier Perez? No? Forse l'avete sentito come Cintascotch. Nato su Instagram, con le sue idee geniali che prende spunto dal quotidiano e dal...
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L’albero delle lingue
Quando i linguisti parlano di relazioni tra le lingue utilizzano la metafora dell’albero. Una discendenza molto anziana, per esempio il ceppo Indo-Europeo, si divide in...
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Il magico mondo di François Dourlen
"Non è una questione di fotocamera, solo una questione del momento, immaginazione ed espressione" dice l'Instagrammer François Dourlen, un insegnante francese. Il suo stile giocoso...
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#DontKillSeanBean
Don't Kill Sean Bean! Avete mai fatto caso alle fini terribili che fa questo povero attore in tutti i film dove compare? Vi rinfresco la...
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Transilvania

La Transilvania è una terra affascinante e controversa. Arrivando si percepisce fin da subito il suo animo combattivo e la sua fierezza nonostante l’aspetto decadente di uno di quei paesi segnati profondamente dalla depressione del dopo guerra. E di notte… beh, di notte si liberano sicuramente i suoi fantasmi, e vanno a giro liberamente per le strade. Di notte fa un po’ impressione, lo ammetto, a me ne ha fatta!

Mi sveglio con il cielo azzurro che mi sorride dalla finestra, in una giornata che era stata promessa piovosa. E lo prendo subito come un regalo…

Per vedere al meglio la Transilvania è sicuramente consigliabile noleggiare un’auto. Sebbene i punti di interesse siano collegati con treni e autobus, il noleggio di un mezzo costa pochissimo e ti da la possibilità di gestire meglio il tempo (di solito sempre limitato, purtroppo!) a disposizione.

Un altro consiglio importante è di guardare bene gli orari di cosa volete vedere! Molte delle strutture chiudono piuttosto presto, nel primo pomeriggio, al contrario di locali (anche le caffetterie!) e supermercati che restano aperti fino a sera tardi. Il lunedì è giorno di chiusura.

Expanded Eye, far di se stessi un’opera d’arte

Il periodo di massimo splendore del cubismo era nei primi anni del ventesimo secolo, lo abbiamo letto tutti fra i banchi di scuola…

Sto forse cercando di propinarvi una noiosa visita al museo?

In barba ad ogni luogo comune sull’arte del passato, ci sono due persone che ancora oggi tengono vivi quegli ideali e li fanno rivivere usando la pelle come tela.

Avete capito bene, parliamo di tatuaggi cubisti!

Sempre più persone hanno un disegno sulla propria pelle (per non dire due, o tre), Jade Tomlinson e Kev James hanno dato vita al progetto Expanded Eye, e da Lisbona creano delle vere e proprie opere d’arte personalizzate.

Per farlo, pongono l’attenzione sulla storia di ognuno. Ed è così che i tatuaggi diventano unici ed intimi, disegnati su misura.

Passioni, scelte di vita, affetti… si dice che si porti tutto sulla nostra pelle, così questa frase assume un senso in più.

juliane_low_res600_2048Juliane Low – la lontananza da casa, una località di mare, e dalla famiglia

Se ci pensate, il tatuaggio nasce nelle culture proprio come un segno passaggio, un testimone della propria crescita personale o un modo di evidenziare una determinata caratteristica (forza, coraggio, senso della famiglia). I marinai si tatuavano ricordi di casa, o dei loro viaggi, e li consideravano dei porta fortuna.

A me piacciono davvero tanto, sarei curiosa di vedere cosa viene fuori dalle loro menti, il disegno che mi rappresenta… un modo curioso di specchiarsi in sé, no?

I due inglesi, nati come illustratori, oltre ad essersi reinventati come tatuatori vestono i panni di artisti a tutto tondo e dal sito propongono un giro fra i loro dipinti, le installazioni ed i lavori su ceramica.

Dalla sezione blog inoltre potrete restare sempre informati sui loro spostamenti e non perdervi nessuna grandiosa novità.

➡️ Voglio saperne di più!

Le mitiche auto Ermini in mostra a Firenze

E ancora una volta una mostra si lega a Leonardo a doppio filo e ci mostra come la sua testa corresse in avanti di migliaia di anni rispetto ai suoi contemporanei… questa volta ritroviamo la sua mente applicata alle macchine.

Così la mostra ‘Firenze da competizione -Ermini Racing Cars’, allestita da Camet-Club Auto Moto d’Epoca Toscano ci inizia alla sua mostra di auto d’epoca Ermini presentandoci il primo motore a scoppio brevettato dai toscani Barsanti e Matteucci nel 1854 e progettato dallo stesso Leonardo nel 1478.

In mostra auto da corsa che hanno lasciato il segno con grandi piloti e scritto la storia della mitica Mille Miglia.

Piloti che si mettevano in gioco su automobili dove il rischio era altissimo, quando l’adrenalina la faceva da padrona e le certezze di arrivare al traguardo illesi erano molto più basse di oggi. Piloti come Emilio Materassi, il primo a chiamare il suo team di piloti col termine ‘Scuderia’ (1927); il Conte Giulio Masetti da Bagnano, vincitore di due Targa Florio (1921-1022) e chiamato il “Leone delle Madonie”; Clemente Biondetti, il più grande corridore su strada con 4 Mille Miglia vinte o Carlo Pintacuda, nato a Fiesole e detto “l’Ungherese”, vincitore di 2 Mille Miglia (1935-1937).

Volete vederla? La trovate a ingresso libero a Palazzo Medici Riccardi, fino al 26 settembre!

@ Galleria delle Carrozze, Palazzo Medici Riccardi ingresso libero
dal 2 al 26 Settembre
orario continuato 10–18.30

We still have a dream, Martin

I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin, but by the content of their character.

#MartinLutherKing

Queste le parole pronunciate da Martin Luther King durante il discorso 28 agosto 1963.

E oggi, ad ormai più di cinquant’anni di distanza, mi guardo intorno e vedo pelli di tutti i colori, sì, ma non una migliore disposizione ad accettare ciò che c’è sotto.

Buoni propositi per i prossimi cinquanta: migliorare la visione.

NY cheesecake

Buongiorno a tutti, oggi vogliamo fare i buoni, e come farlo meglio che con una bella Cheesecake?

Avendola sempre fatta ‘a freddo’… stop, la cheesecake si può fare in due modi, lo sapete no? Cotta, come vuole la tradizione americana e poi mantenuta in frigo o freschissima e lasciata a solidificare per ore, sempre in frigo.

Ora, come stavo dicendo: io l’ho sempre fatta a freddo, senza l’aiuto del forno e con tanta pazienza. Ed è proprio per questo che oggi vi darò la ricetta… di quella statunitense, cotta. Perché l’ho provata e accidenti se ne vale la pena.

Bene, tempo di preparazione: infinito. No, scherzo, ma contate almeno 4 ore per i tempi morti (forno, frigo).

I nostri ingredienti:

per la base

  • 250 grammi di biscotti digestive
  • 120 grammi di burro
  • cannella

per la crema

  • 500 grammi di formaggio fresco (tipo philadelphia, e spero che vi piaccia perché nessun formaggio fresco viene venduto in confezioni da 500, quindi ve ne rimane di sicuro!)
  • 100 grammi di zucchero
  • 100 ml di panna fresca
  • 50 grammi di fecola di patate
  • 3 uova
  • scorza di limone grattugiata

per il topping: frutta, confettura, miele… cosa vi piace

Partiamo sbriciolando i biscotti, li potete anche frullare. Aggiungete poi il burro fuso, e far le cose per bene sarebbe farlo sciogliere a temperatura ambiente, ma se non avete tempo il caro vecchio microonde o il bagnomaria vanno bene lo stesso.

 

Mettete quindi il composto di biscotti e burro nella teglia che userete per la torta. Consigliata quella di 22 cm. Imburratela ed infarinatela, non fate i cialtroni con la carta forno (ma in caso fatela aderire bene bene bene bene!).

Una volta ottenuto una base di altezza omogenea che avrete pressato con le dita, riponete la teglia in frigo per la restante durata della preparazione.

(Intanto accendete il forno a 160 gradi)

Prendete quindi il formaggio fresco, lavoratelo con lo zucchero e le uova che aggiungerete una alla volta.

Grattugiate la scorza di limone ed unitela, seguita dalla fecola di patate ed infine dalla panna che va incorporata con attenzione a non montarla.

Pronta la crema, deponetela sulla base nella teglia che avrete estratto dal frigo.

Infornate a 160 gradi, forno pre riscaldato e se prima l’avete acceso non è un problema, e cuocete per 1 ora.

Lasciate quindi raffreddare con la porta del forno aperta, dopodiché lasciatela in frigo almeno 3 ore.

Una volta fredda potrete decorarla come volete, o aggiungere il topping quando andrete a servirla, o a divorarla nel mio caso.

Un’idea culinaria a prova di bomba, giacché la bomba calorica in effetti è lei, perfetta per ogni merenda che si rispetti, o a portare agli amici. Insomma, 5 ore del vostro tempo spese bene, per non parlare dei minuti successivi in cui la divorerete assaggerete!

Thomas Yang: l’artista che dipinge con i copertoni della bici

L’invenzione della ruota rappresenta una delle tappe più importanti per l’umanità, la facciamo risalire al 3.500 a.C. ad opera dei Sumeri. Da quel momento, niente è stato più come prima: finalmente si potevano trasportare comodamente cose ingombranti o pesanti, che le sole braccia o la schiena di un mulo non erano in grado di portare. Fu usata inoltre per produrre vasellame, altra innovazione che ribaltò completamente la visione delle cose. Non mollichine di pane, ecco.

 

Una ruota, due ruote, quattro… sul tema abbiamo arredato il tunnel, dando sfogo a tutto il nostro estro, dando alla luce capolavori e grandi fallimenti.

 

 

Le due ruote green per eccellenza, quelle della bici, portate come vessillo della decrescita felice e dell’ecologia, dal 1998 coincidono anche con un nome: Thomas Yang.

 

Cosa?

Chi è Thomas Yang?

 

Un artista cinese che ha voluto la bicicletta, sì, ma non per pedalare, bensì… per realizzare i suoi disegni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


“L’idea è nata mentre giravo in bici, pensando ad un modo per dipingere. Usare i copertoni è stata la prima cosa che mi è venuta in mente. Così ho iniziato ad esplorare le caratteristiche di ogni modello di pneumatico e mi sono reso conto che avrei potuto dipingere delle strutture edilizie”

, spiega Yang.

 

Usati strategicamente come fossero pennelli, i pneumatici lasciano segni che diventano strutture complesse come la torre Eiffel o l’Empire State Building.

 

 

 

Potete conoscere meglio Thomas cliccando qui o direttamente sul sito dove vende le sue opere: 100copies – Bicycle Art.

 

Come dicevo prima comunque, ‘rinasce’ come artista nel 1998 vincendo il premio di ‘Best New Art Director’ al ‘Singapore Creative Circle Awards’, dopodiché continua a distinguersi, ottenendo oltre quattrocenti premi assegnati dalle più importanti realtà nazionali ed internazionali come D&AD, The One Show, Cannes, Clio, AdFest and The Spikes.

Nel 2011 vince come il premio ‘Creative Director of the Year’ durante l’Hall of Fame’ e subito dopo entra nella top 10 dei direttori creativi di Cannes.

Una fila sconfinata di successi ed idee fuori dalle righe che si susseguono anno dopo anno, fino agli ultimi ‘Gran Prix’ agli ‘Asian Creative Awards’ giapponesi ed il premio di eccellenza in ‘Communication Arts for illustration’.

Nemmeno qui mollichine di pane, ecco!

 

Come cambiare la vostra vita in fabulous

Quante volte vi è capitato di dire: adesso basta, da domani faccio qualcosa per me. Devo fare di più per me, me lo merito. Devo smettere di fumare, bere troppi caffè, devo bere più acqua, svegliarmi ad un’ora decente, iniziare a fare esercizio fisico, imparare a meditare…

Da domani la mia vita cambia! E poi non cambia. Presi in altre cose i buoni propositi passano subito in secondo piano, o durano un giorno o due appena. Allora qualche giorno dopo il fallimento, c’è da dirlo, annunciato date le premesse, ci ripensate e frustrati ripartite da capo con i buoni propositi: non ci posso credere di essere stato così debole, da lunedì, dalla prossima settimana, dal mese prossimo, da settembre…

E se vi dicessi che esiste un’app perfetta che accompagnerà per mano la vostra forza di volontà, che aiuterà la vostra determinazione, che finalmente renderà possibile il cambiamento che volevate fino a che dai primi passi incerti camminerete sicuri sulle vostre gambe?

Ebbene sì, dei santi sviluppatori hanno creato Fabulous.

Fabulous, veramente.

Si tratta di un’applicazione di self-care, per il benessere personale, piuttosto facile da utilizzare ed estremamente gentile.

Una volta scaricata, ti accoglie con un’interfaccia colorata ed estremamente semplice. Ti chiede che aspetto della tua vita vorresti migliorare con poche domande dritte allo scopo e ti guida a prefiggerti una sfida alla volta, zero sovraccarichi.

Obiettivi semplici, alert che ti aiutano a portarli fino a fondo nei tempi che insieme avete stabilito ed il più completo supporto in caso di fallimento: in fondo non occorre buttarsi giù, l’importante è andare avanti, così si cresce.

Volete migliorare la qualità del vostro sonno, il vostro stile di vita, la vostra consapevolezza di voi…? Avete trovato la giusto supporto.

Fabulous vi offre nuovi spunti di miglioramento e prospettive, e se vi fa piacere vi aiuta a condividere le vostre esperienze. È tutto alla vostra misura e tutto alla vostra portata.

Da provare!

#howto far sopravvivere le piante in vaso… da sole

‘ Piante che cercano di sopravvivere in assenza dei proprietari’

Un nuovo film? Un flora-remake di Pets?

La verità? Dura, seria, sopravvivenza.

Dura, più che altro e altroché, la vita delle nostre amate piantine in vaso quando noi ci allontaniamo da casa senza che nessuno le possa venire ad annaffiare ed accudire.

Hai voglia a dire: “Siete delle piante grandi adesso, sbrigatevela da sole, prendete l’acqua in cucina, mettete a posto le vostre foglie…’ Sarà che le abbiamo viziate, sarà l’adolescenza, ma loro proprio di amministrarsi da sole non ne vogliono sapere.

 

Tu allora ti scervelli su come fare per non farle morire dato che, ecco, te ne devi proprio andare. E forse tua nonna o tua madre si farebbero volentieri quei km un giorno si ed uno no (sì, come no!) per annaffiarle, le piccine di casa, ma… ma non prendiamoci in giro, va trovata una soluzione, che sia semplice, comoda, non smuova mari e monti, minimo sforzo massima resa.

 

Ed ecco quindi che se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. E con questo non sto dicendo di riempire la macchina di piante e partire alla volta del dove-dovete-andate con il vostro personalissimo giardino pensile (e mobile). Sto dicendo che: EUREKA!

 

Per cui quando al colmo della disperazione spulci internet in ogni anfratto dove può essersi nascosta un’informazione utile su come alimentare i tuoi vegetali da compagnia, la soluzione è lì.

 

Scartando l’opzione della bottiglia con i buchi nel tappo, bellamente lasciata a ‘faccia in giù’ nel vaso, il collo infilato nella terra, che io non so che vasi avete voi ma io ho dei vasini piccoli così e con la fortuna che mi ritrovo qualquadra non coserebbe e mi ritroverai il parquet rovinato dalla pozza dell’allagamento e le piante morte da quel dì. Scartando quella cosa dei tappi di coccio che proprio non ho capito. Scartando il sistema di irrigazione professionale che se volevo investire in floricoltura non stavo qui ad impazzire sul web. Ecco che la cara vecchia fisica ci viene in aiuto, e ricordataci la teoria dei vasi comunicanti, fa evaporare i nostri problemi. O almeno questa è la nostra viva speranza, per rivedere le piante vive, perché noi siamo coraggiosi e faremo così.

 

Scegliere un posto non troppo illuminato, non troppo buio, non troppo basso, non troppo alto… lasciate le piante dove sono, ascoltate me. Munitevi di una bacinella di acqua abbastanza grande, se avete più vasi, vasi grandi magari, ed andate via a lungo, una bacinella grande per ogni vaso. Valutate voi, con questo sistema alla pianta viene elargita acqua col sistema goccia-goccia, non serve la stessa acqua che gli dareste quotidianamente.

Procuratevi una cordicella, uno stoppino, un filo di lana, un pezzo di stoffa lungo e fine… bagnatelo, immergetene un capo nella bacinella, l’altro capo nel vaso. Così per ogni pianta.

Sopravvivenza assicurata… a meno che per un’infausta congiunzione astrale il fato gli fosse proprio avverso e quindi non avreste potuto fare nulla e niente per salvarle, la vita a volte è ingiusta e sono sempre i migliori quelli che se ne vanno. Scherzo, andrà tutto benissimo.

Un po’st scrauso

・・・

agg. (fam.) Brutto, di aspetto sgradevole; di qualità scarsa, scadente, fuori moda.

Neologismi, 2019

«”Scrauso” significa propriamente “di scarso valore” ed è attestato per la prima volta nel 1527 nella confessione autografa di una strega del contado romano, Bellezze Ursini da Collevecchio. Solo da pochi anni questo termine è riemerso nell’uso dei “coatti” della periferia romana.»

Nel 1992 l’Accademia degli Scrausi, un gruppo di giovani linguisti della Sapienza Università di Roma, ricostruiva così la storia del termine “scrauso”, antica voce d’area romanesca. Proprio in quegli anni la parola aveva ripreso a circolare nel linguaggio giovanile a Roma, e negli anni successivi il suo uso (in contesti colloquiali e familiari) si è esteso anche fuori della Capitale.

Grazie alle perle quotidiane di @treccanigram e a mia madre, che ha sempre usato l’italiano tutto, facendo sì che oggi guardando una cosa scadente io la riconosca come ‘scrausa’.

#spottedravenna la pagina del Caffè Letterario

Se mi lasci libera, mi hai gia insegnato come restare.

#EmilyDickinson

Ok, mi sono molto innamorata, molto innamorata. Certi posti sono storie, e ti trovano loro. 💙

Il Caffè Letterario sorge nel centro di Ravenna, a due passi da piazza del Popolo, o continuando sulla direttissima che arriva dalla stazione.

Eye-catching fin dal primo sguardo, con la vetrina scintillante che ti chiama e ti seduce, sicura di esaudire la sua promessa di felicità non appena avrai mosso piede all’interno.

Non appena varcata la soglia, si capisce subito di trovarsi in un ambiente non convenzionale, dove ogni dettaglio non è stato lasciato al caso. Dalle pareti illustri scrittori e personaggi famosi del panorama culturale del passato ammiccano da quadretti rettangolari, la carta da parati ti porta lontano in un magico serraglio canterino, i libri ti chiamano dai ripiani e le gentili signore che lo gestiscono ti servono caffè, cappuccini, spremute, pezzi dolci in deliziosi vassoi decorati.

Un luogo fuori dal tempo, eppure presente, nello scorrere dei giorni una chicca che si fa ricordare.

E qui dentro troverai le persone, quelle avvolte nell’aria del mattino, che leggono il giornale, fanno colazione in famiglia o con gli amici, quelli che passano perché la giornata deve essere iniziata con abbondanza: un buon caffè, una buona brioche ed un buon sorriso.

A marina di Pietrasanta nella pancia del mare

Come spendete le vostre energie? Quando vi accadono le cose preferite lamentarvi, arrabbiarvi, accettarle…?

Io sono sempre stata dell’odiosa idea che se la vita ti da dei limoni, tanto vale farne una limonata. O semmai fornirsi di tequila e sale, dipende un po’ dal momento.

Un’idea sempre geniale per me è il mare. Di fronte al mare tutto diventa sempre più semplice, e bello, e lucente… e salato, sì.

A Marina di Pietrasanta per esempio c’è un bellissimo pontile, lungo lungo, che quando arrivi in fondo ti sembra di essere nella pancia del mare. Le onde passano al di sotto dei tuoi piedi, c’è chi pesca, se è giorno qualcuno che fa surf con un po’ di vento fortunato.

https://www.conlozuccheronelletasche.com/wp-content/uploads/2019/02/img_0228.movhttps://www.conlozuccheronelletasche.com/wp-content/uploads/2019/02/img_0229.mov

Vi saluto con un mantra yoga, che fa sempre bene tenere presente

Il modo in cui gli altri ti trattano fa parte del loro cammino,

il modo in cui tu reagisci fa parte del tuo.

Full Color – Elba

All’Isola d’Elba, su un sentiero di colori…

* * *

I

1

La vita è un’enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi.

Danny Kaye

II

2

A volte le parole non bastano.

E allora servono i colori.

E le forme.

E le note.

E le emozioni.

Alessandro Baricco

III

Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l’impressionismo.

Renoir

IV

Non c’è blu senza giallo e senza arancione, e se si aggiunge del blu, bisogna aggiungere anche del giallo e dell’arancione.

VanGogh

V

Il colore soprattutto, forse ancor più del disegno, è una liberazione.

Matisse

VI

Il colore è un mezzo per esercitare un influsso diretto sull’Anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’Anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che con questo o quel tasto porta l’anima a vibrare.

Kandinsky

VII

Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori.

Pavese

VIII

Amo i colori

tempi di un anelito inquieto

irrisolvibile

vitale

spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici perché del mio respiro.

Alda Merini

IX

❤️️✨☀️🌊🎈