Caro amico, scrive Emily Dickinson

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Oggi un testo che mi ha stretto il cuore e riempito di dolcezza, sono in un periodo tanto dolce e sensibile.
Vi parlerò anche di questo, ma per adesso: Emily Dickinson.

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(inizio estate 1862)
Samuel Bowles

Caro amico –

Lei se ne va – e dove va lei, noi non possiamo venire – d’altra parte i Mesi hanno molti nomi – e ciascuno viene una sola volta l’anno – e sebbene sembri che non possano farlo, a volte – passano.
Ci auguriamo che lei stia meglio, di quando stava in America – e che quella gente Forestiera sia gentile, e sincera, con lei. Ci auguriamo che lei rammenti ogni vita che si è lasciata alle spalle, persino le nostre, le più insignificanti –
Vorremmo sapere come appare Amherst, nella sua memoria. Più piccola di come era, forse – eppure le cose si ingigantiscono, quando si parte – se già grandi di per sé – Ci auguriamo che lei non cambi, ma resti la stessa persona per la quale ci siamo rattristate, quando il “China” è salpato. Se le fa piacere sapere le novità, non siamo morti – qui – Non siamo cambiati. Abbiamo gli Ospiti che avevamo, eccetto lei – e le Rose pendono dagli stessi steli – come prima che lei partisse. Vinnie lega il Caprifoglio – e i Pettirossi le rubano i fili per i Nidi – uguale, uguale a come hanno sempre fatto – Ho una commissione da parte del mio cuore – potrei dimenticarmi di dirla. Vuole farmi la cortesia di tornare a Casa? Gli anni di una lunga vita sono scarsi, e si dileguano, dice la Bibbia, come una storia mentre è raccontata – e risparmiarli è, in qualche modo, una cosa solenne, mi pare – e cerco a tastoni, con le dita, tutto ciò che mi appartiene ed è lontano dagli occhi – per avvicinarlo –
Ho ricevuto una lettera da Mary – credo che cerchi di essere paziente – ma lei non vorrebbe che ci riuscisse, non è vero, Mr. Bowles?
È una notizia odorosa, sapere che si struggono, quando siamo lontani dagli occhi. Siamo quasi alla festa delle Lauree. La Cuginetta da Boston, è arrivata, e i Cuori di Pelham, hanno un’aggiunta di eccitazione. Ci mancherà, molto, amico caro, chi ogni anno sorrideva con noi, delle Solennità. Mi chiedo, se anche il Dr Vaill,  avrà il consueto applauso.
Se qualcuno, dove sta andando, dovesse parlare di Mrs. Browning, lei deve ascoltare per noi – e se toccherà la sua Tomba, le posi una mano sul Capo, da parte mia – la sconosciuta che la piange –
Il Babbo e la Mamma, e Vinnie, e Carlo, le mandano saluti affettuosi, e calorosi auguri per la sua salute – e io sto prendendo lezioni di preghiera, per persuadere Dio a tenerla al sicuro – Buona notte – caro amico. Lei dorme così lontano, come faccio a sapere se mi sente?

Emily

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lettera originale qui