Per la serie: le avventure improvvisate della domenica mattina! Alla scoperta di Certaldo :)

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Vi racconto una storia. C’era una volta Empoli, dove scendi alla stazione e trovi l’autobus per Siena ‘lì fuori’. Senza una fermata, senza una scrittina, persone di varie nazionalità basculanti in una piazza.

Adoro ❤️

/ ✨ con leggerezza baby, con leggerezza ✨🎈/

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A volte è tutta una questione di tempismo, di chi incrocia la tua strada nel momento in cui sei predisposto ad andare.
Così finisce magari che una domenica mattina ti svegli alle 7 senza modo di riaddormentarsi. Due occhi sbarrati nel buio.
Le provi tutte: ti rigiri, ti appallottoli, fai una magia, corteggi il piumone, ti alzi e torni a letto per vedere se il tuo corpo era disattento e magari pensa sia ora di andare a dormire… nulla.
Allora se siete come me trovate il telefono a giro per le lenzuola ed iniziate a giocarci. Nel giro di dieci minuti vi aggiornate su qualunque cosa, dalla situazione politica in Botswana alla migliore dieta detox di ultima invenzione. Chiaro che non sia sufficiente e mancando ogni parvenza di sonno all’orizzonte, si procede.
‘Chi vuole fare colazione con meee?’, i pochi svegli o gli appena svegliati ti fanno presente che sono appena le 8.
Deve sicuramente esserci un girone dantesco per chi si sveglia così presto di domenica mattina.
Alla fine, trovo qualcuno che mi da corda. Colazione! E per farla, mi metto all’anima un’ora e mezzo fra treni e bus. Quando si dice perseguire uno scopo.
Mi godo questo meraviglioso autunno che mi sfreccia fuori dal finestrino. Il sole si dev’essere fermato troppo sul fogliame, tanto che ci è rimasto impresso dentro. Giallo, rosso e arancio, ovunque.
(La so la storia della clorofilla, tranquilli, stavo solo scherzando. Voi annuite e lasciatemi sognare)
Non si nota nemmeno il grigio del cielo, la luce viene da terra.

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Ed è in questo stato di grazia che arrivo a Certaldo.

Ora vi racconto un’altra storia, un pò diversa, per portarvi alla scoperta di ciò che mi ha rapito il cuoricino.
CERTALDO dal latino cerrus altus o dal germanico cerrus aldo, entrambi significanti altura ricoperta di cerri.
Nasce come insediamento di epoca etrusca, ma conosce il suo maggior splendore nel medioevo.
Se nel 1164 l’imperatore Federico Barbarossa la concede ai conti Alberti di Prato, dal 1184 cade infatti sotto il controllo di Firenze. Fra le personalità famose che calcano queste strade è doveroso ricordare Giovanni Boccaccio (1313 – 1375) che qui vive in vari periodi nella casa che oggi è Museo.
Il paese continua poi il suo sviluppo in linea con il miliardo di suoi simili italiani: lo spostamento a valle, lo sviluppo industriale e manifatturiero, la depressione e la ripresa del dopoguerra, la riscoperta del valore turistico.
Un grande valore anche naturalistico, perché di campagna toscana si tratta e quindi di colori magnifici, morbide colline, seminativi, vigneti e oliveti interrotti a tratti da boschi e filari di cipressi. Linee dolci che abbracciano l’occhio ed il cuore, la natura quieta ed accogliente per l’uomo che ci invidiano in tutto il mondo.

Innamorata? Sempre di piiiiùuuuu, alla Battisti!
Proprio vero che la fortuna aiuta gli audaci. Per non parlare di quelli che vanno in giro con lo zucchero nelle tasche e la voglia di stupirsi, su una strada con un cuore.

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#cuoriovunque