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A casa mia ottobre è periodo di castagne e qui in Toscana certe cose le prendiamo davvero sul serio… anzi, ammettiamo pure che qui in Toscana quasi tutto lo prendiamo sul serio.

Le castagne quindi sono ballotte o bruciate, e non possono mancare di una loro storia.

Vuole quindi che nel 1200 a Firenze i Priori si riunissero nella Torre della Castagna (tra Via Aligheri e Piazza San Martino) per deliberare e districare i casi più spinosi riguardo le Corporazioni cittadine.
Per le operazioni di voto venivano usate, appunto, delle castagne – le ballotte! – che venivano inserite in un sacchetto per poi confrontare il numero delle preferenze con quelle dei votanti. Insomma, il classico ballottaggio.

Tornando al presente, dalle nostre parti mangiare rimane una cosa seria quanto le nostre radici.

Senza richiedere troppo sforzo all’immaginazione, immaginate cosa possano essere le bruciate. Si passano sulla fiamma le castagne in una padella bucherellata, incise. Semplice ed efficace.

Per le ballotte invece il procedimento è leggermente più elaborato: si fanno bollire! (A Firenze si lessano 🙂 ) Per 30 minuti, con finocchio ed un pizzico di sale. E badate bene, si mettono nella pentola fin da subito, con l’acqua ancora fredda.