Le mie prime 6 ore in Romania, prime impressioni a caldo raggiungendo la Transilvania

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Italiani in procinto di partire per la Romania, italiani che ci sono già stati… parlo a voi, e a chi attraverso le mie parole sforzerà l’immaginazione e si farà due risate…

Queste le prime impressioni a caldo, magari un po’ ironiche, derivate dalle ‘disavventure’ incontrate sulla strada per la Transilvania, terra affascinante, che domani spero mi si ripresenti nella sua veste migliore!


Cosa mi hanno insegnato le prime sei ore qui…

– In Romania hanno enormi stradoni. Bui. Si viaggia a lampioni spenti qui. Senza divisori fra i due sensi di marcia. E la gente attraversa correndo senza l’ombra di una striscia e senza avvisare.

– Tutte le strade portano a Bucarest, oppure stai arrivando da lì.

– È tutto buio. E non parlo delle steppe e delle foreste, che qui vanno per la maggiore, ma delle case. Una decina sparpagliate qui e lì. Da una prima impressione si potrebbe quasi immaginare che i rumeni dormano in benzinai, motel e mangino rigorosamente a casa… questione da verificare. Se non altro perché ho una fame da lupo. E lupo ululà, castello ululì, che poi è dove stiamo andando: a Brasov, a casa del Conte Vlad.


– Passano in radio PERDONO di TIZIANO FERRO, che non sentivo dall’estate dell’anno che fu, ed Enrique Iglesias IN INGLESE, che dovrebbe essere considerato un crimine contro l’umanità. Non si può sentire ‘i wanna be CON TIGO’, dai, per piacere.

– Passano in radio Enrique anche in spagnolo, e poi George Michael e Albano. Sì, Albano! Per cui sei in una tavola calda rumena e senti: ‘Felicitàaa è un bicchiere di vino con un panino la felicitàaaa’. E fai finta di essere russo.

– Mangiano polenta immersa in panna acida ed un formaggio tipo ricotta, formaggio impanato e fritto, fegato, pastrami di pecora. E per quel che ho visto la loro pasticceria riscuote la mia simpatia fino ad un certo punto, ma gli voglio dare ancora delle possibilità…


– Le strade perpendicolari alle principali, ampie e sempre illuminate, sono una sorta di corti che di notte sono scarsamente (o poco e punto) illuminate. Qui Dario Argento starebbe da Dio, ecco.

– Yelp non c’è in Transilvania.

– Per raggiungere Brasov da Bucarest ci vogliono circa due ore e mezza.

– Brasov si porta in tasca importanti influenze ungheresi, che a dire la verità riverberano un po’ in tutta la Romania. Eredità di anni di insediamenti.

– Un sacco di neve. Un sacco di ristorazione italiana o italianeggiante.

– Se dall’aereo all’atterraggio la prima impressione scaturita da quel paesaggio brullo era stata ‘potrebbe andare peggio, potrebbe piovere’, quella una volta on the road sarà senza dubbio ‘ed è subito anni 60’.

Osservazioni sparse. Ragazzi, domani è un altro giorno, e la luce farà chiarezza!

 

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