L’avanzata della rivoluzione del cuore: scegliersi, riscegliersi e convivere serenamente

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Erano giorni che mi giravo e rigiravo come un insonne del tempo, alla ricerca di mille ‘perché’ e ‘per come’. Consapevole, dentro di me, da qualche parte, che qualcosa mancava ed era da rimettere a posto. Completamente all’oscuro da dove cominciare.

Le risposte tuttavia salgono sempre in superficie, persino quando hai una domanda muta.

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Se nei giorni scorsi guardavo alle ultime cose accadutemi e mi domandavo se volevo essere questa persona, plasmata dagli eventi fino ad essere un po’ diversa intimamente, un po’ più dura e trincerata (e mi rispondevo di no, poi di no e poi categoricamente di no), l’altro ieri ho avuto il pieno quadro generale.

Certi eventi segnano turning point importanti ed indissolubili, inignorabili, nel corso del nostro fantasioso narrato simbolico. Ne deriva che certe verità non si possono ignorare.

Io non sono quella persona. Io non voglio questo. Basta. Ancora. Per sempre.
Direzioni importanti che vengono dal punto più profondo di noi, così profondo da non sapere dove collocarlo in questo infinito universo.

Il momento migliore per cambiare? Questo.
La persona migliore che puoi essere, sei semplicemente tu.

Per ognuno è diverso. Ad ognuno di noi è presentato il proprio conto. Lo si paga a rate o in un’unica soluzione.
Si cambia, si resta i soliti illudendoci di cambiare, ci si travisa, ci si accetta… ciascuno fa il suo corso, mossi dai più svariati moventi.

Un grande movente può essere la paura, ad esempio. La paura rompe gli indugi o paralizza, piega a scelte di comodo e a quelle famose comfort zones che alla fine tanto comfort poi non sono.
Perché non cambi lavoro? Perché magari non trovo altro, per paura di perdere il famoso posto fisso, perché non so se mettendomi alla prova potrei fallire…
Perché non lasci la persona con cui stai, se non la ami, se non pensi di avere un futuro con lei, se non ci stai bene? Per paura della solitudine, di non trovare di meglio, perché poi in fondo posso farmi andare bene questa situazione così…
Un perché per ogni scarpa.
Cadiamo vittime della paura, è indubbio. A tutti è capitato di avere il respiro mozzo per paura del mondo che sicuramente a momenti franerà addosso a noi, soffocandoci. E poi… non succede, e anzi attorno a noi compaiono nuovi spazi da riempire di colori e di aria nuova. Ci sentiamo rinascere. Ciò che vogliamo (o quanto meno un universo sconfinato di possibilità, al minimo-minimo 🙂 ), in linea di massima, è dall’altra parte del grande salto oltre la nostra paura.
Tutto molto bello, allora pronti a prendere fiato e saltare? Ma no, che paura…

Ma ad ogni modo, io non sono quella persona.
E’ fantastico, lo vorrei ripetere mille volte urlandolo nelle piazze della mia città, prendere a braccetto un passante per condividere l’enorme, immenso, straripante senso di liberazione che questa scoperta mi ha regalato. ‘Ciao tizio! Sì, volevo parlare proprio con te! Balla con me! Sai, io non sono quella persona!! Io – non sono – quella – personaaaa!!!’. Lo farò, sì, sì, giusto un attimo prima di essere portata via dalla Neuro.
Io ho bisogno di essere il mio cuore.
– Momento di silenzio che segue la frase ad effetto. –
Ho bisogno di essere il mio cuore.
Ho bisogno di esserlo in modo importante attraverso ogni fibra del mio essere, senza misura e senza costrizione. Soprattutto, senza dovermi sentire in colpa perché sento così.

Il cuore alla fine funziona come un muscolo, come il cervello o qualsiasi altro organo: se non lo usi, è meno abituato a funzionare.
Con me l’anatomia ha perso la testa: sono tutto cuore, mi batte dappertutto, diceva Vladimir Majakovskij, e probabilmente pensava anche a me.

Accidenti a me che prendo strade strane e mi ritrovo lontana da me!  Se ho un pregio è quello di essere entusiasta, e trasmettere amore e passione in ciò che faccio. Per il resto, non sono un asso speciale in nulla.
Al netto delle mie riflessioni, ho capito questo allora. Di volere sempre più vita. Un sacco ancora di più viaggiare, incardinare le idee che da tempo vagano nella mia mente, e che piano piano sto plasmando con le mie mani, continuare nel mio incasinato piano infinito. E ci credo che non vengo consigliata a volte (Mamma), qui già ci penso da sola a mille cavalloni, mille soluzioni, mille capovolgimenti. Sono abitata e costantemente conturbata da un ciclo rigenerativo naturale, che fa allegramente tutto da solo.

Forse ero in cerca di una figura d’ispirazione. In sua mancanza, per adesso mi propongo io. E vediamo cosa mi riesce fare.

Chi ha voglia di lanciare il suo cuore davanti a sé, è arruolato per fare la rivoluzione del cuore.

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cuore su murales

1 thought on “L’avanzata della rivoluzione del cuore: scegliersi, riscegliersi e convivere serenamente”

  1. Questo della rivoluzione del cuore è proprio una bomba! Fantastico!!

I commenti sono chiusi.