Vita lavorativa: leggerezza non superficialità

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Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.
Italo Calvino

Il tema della vita lavorativa è centrale nella mente di ognuno di noi. Si passa la maggior parte del nostro tempo sul posto di lavoro, si spendono li la maggior parte delle nostre energie. E se è vero che in ogni caso la soluzione ideale sarebbe ‘minimo sforzo, massima resa’, è anche vero che una maggior livello di soddisfazione professionale porta a risultati migliori ed in un minor tempo. Per non parlare del fatto che vivere con pesantezza la propria occupazione depriva di energia e si riverbera a 360° su ogni altra sfera.

Non si può pensare bene, né amare bene, né dormire bene, se non si è mangiato bene, diceva Virginia Woolf. Sono d’accordo, ma vedo la cosa più in circolo: per stare bene si deve dormire e mangiare bene, lasciar scorrere il pensiero che è il modo per ‘farlo bene’ ed allora ecco che tutto va in armonia e si riesce ad amare bene, amare se stessi, la propria vita e ciò che tutti i giorni facciamo.

A sei mesi dal mio point break ( Se non vi va bene dove state, muovetevi, non siete mica un albero. E col vostro cuore, fate la stessa cosa. ) posso per fortuna dire le cose vanno molto, ma molto meglio.

Ignorando l’effetto pigmalione al contrario in cui nuotavo, ho alzato la testa e cambiato quella prospettiva che proprio mi convinceva. Adesso, con un quadro della situazione appeso dritto, il mio ambiente ha tutto un altro respiro.

La mia giornata inizia con un sorriso e finisce nello stesso modo. Mi alzo felice di andare a lavoro, senza sbuffare e senza lamentarmi, senza paura.

Una delle cose che più detestavo di quel periodo era la quantità di tempo che passavo a lamentarmi. Siamo le persone con cui passiamo la maggior parte del nostro tempo, cerchiamo di essere una piacevole compagnia.