Thomas Yang: l’artista che dipinge con i copertoni della bici

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L’invenzione della ruota rappresenta una delle tappe più importanti per l’umanità, la facciamo risalire al 3.500 a.C. ad opera dei Sumeri. Da quel momento, niente è stato più come prima: finalmente si potevano trasportare comodamente cose ingombranti o pesanti, che le sole braccia o la schiena di un mulo non erano in grado di portare. Fu usata inoltre per produrre vasellame, altra innovazione che ribaltò completamente la visione delle cose. Non mollichine di pane, ecco.

 

Una ruota, due ruote, quattro… sul tema abbiamo arredato il tunnel, dando sfogo a tutto il nostro estro, dando alla luce capolavori e grandi fallimenti.

 

 

Le due ruote green per eccellenza, quelle della bici, portate come vessillo della decrescita felice e dell’ecologia, dal 1998 coincidono anche con un nome: Thomas Yang.

 

Cosa?

Chi è Thomas Yang?

 

Un artista cinese che ha voluto la bicicletta, sì, ma non per pedalare, bensì… per realizzare i suoi disegni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


“L’idea è nata mentre giravo in bici, pensando ad un modo per dipingere. Usare i copertoni è stata la prima cosa che mi è venuta in mente. Così ho iniziato ad esplorare le caratteristiche di ogni modello di pneumatico e mi sono reso conto che avrei potuto dipingere delle strutture edilizie”

, spiega Yang.

 

Usati strategicamente come fossero pennelli, i pneumatici lasciano segni che diventano strutture complesse come la torre Eiffel o l’Empire State Building.

 

 

 

Potete conoscere meglio Thomas cliccando qui o direttamente sul sito dove vende le sue opere: 100copies – Bicycle Art.

 

Come dicevo prima comunque, ‘rinasce’ come artista nel 1998 vincendo il premio di ‘Best New Art Director’ al ‘Singapore Creative Circle Awards’, dopodiché continua a distinguersi, ottenendo oltre quattrocenti premi assegnati dalle più importanti realtà nazionali ed internazionali come D&AD, The One Show, Cannes, Clio, AdFest and The Spikes.

Nel 2011 vince come il premio ‘Creative Director of the Year’ durante l’Hall of Fame’ e subito dopo entra nella top 10 dei direttori creativi di Cannes.

Una fila sconfinata di successi ed idee fuori dalle righe che si susseguono anno dopo anno, fino agli ultimi ‘Gran Prix’ agli ‘Asian Creative Awards’ giapponesi ed il premio di eccellenza in ‘Communication Arts for illustration’.

Nemmeno qui mollichine di pane, ecco!