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Luna di Miele con Eshkol Nevo

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Non sono una grande lettrice di riviste, anzi non le compro quasi mai, salvo quando viaggio per passare il tempo in treno o aereo o per ammazzare il tempo in spiaggia. In quel caso compro Vanity Fair. E la settimana enigmistica.

Nell’ultimo anno ho preso tanti treni, e ho letto tanto Vanity Fair. Fatto sta che mi sono appassionata alla rubrica tenuta da Eshkol Nevo, e quando ho letto che l’avrebbe abbandonata mi è anche un po’ dispiaciuto.

nevo
l’articolo di commiato di Nevo su Vanity Fair

Eshkol Nevo. Per chi non lo sapesse: israeliano, studia psicologia a Tel Aviv, lavora come pubblicitario per anni per poi dedicarsi alla scrittura e all’insegnamento. Scrive come se ti portasse nella stanza che descrive. Bravo, bravo, bravo.

Quindi anzi, mi sono proprio commossa, il suo articolo di commiato mi ha emozionata e l’ho salutato come fosse un caro amico.

Ma oggi, compro la rivista un’altra volta e leggo dall’editoriale di Simone Marchetti che Nevo sarà con noi un’ultima volta: Vanity Fair pubblicherà un vero e proprio romanzo in tredici puntate scritto appositamente per lei.

Io super contenta. Ma super. E ve lo dico con le parole stesse di Nevo, tratte dal primo capitolo di ‘Luna di miele’, così si intitola il racconto:

Una parola di merda, emozionato: alla fine di ogni seminario che conduco qualcuno commenta sempre che è stato “emozionante” e a forza di dirlo, smette di essere emozionante. Scombussolato. Forse è questa la parola che vado cercando. Si, più mi avvicinavo a destinazione, più ero scombussolato. Mi sentivo la pancia indurita come se stessi contraendo i muscoli. I pensieri volavano fuori dal finestrino. La musica proveniente dalla radio entrava da un orecchio e subito usciva dall’altro.

Si tratta di un giallo ed inizia dal numero adesso in edicola (n. 7 Settimanale), scritto con il suo stesso stile diretto e complice e se già non vi avessi invogliato abbastanza, inizia così:

Il mio avvocato dice che se decidiamo di mentire in tribunale, dobbiamo essere sicuri della verità. E che la cosa migliore è annotare la sequenza esatta degli eventi. Perciò eccola qui.

Quindi bentornato! E già da ora: grazie.