30daychallenge – day 4

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Giorno 4: Scrivi di qualcuno che ti ispira? Brian Weiss


Dai un occhio a tutto il progetto: #30daywritingchallenge


Ho pensato a lungo a questa consegna e quasi stavo per non trovare le parole.
Alla fine, mentre facevo il gioco delle tre carte con i personaggi che mi erano venuti in mente, indecisa, mi sono ricordata una riflessione che ho fatto a seguito di un libro letto quest’estate.

Il libro è ‘Molte vite, un unico amore’ di Brian Weiss, e la riflessione è ovviamente sul suo autore.
Brian Weiss è uno psichiatra americano, esperto in ipnosi regressiva. Ma al di là del contenuto più che interessante del suo libro, che parla del percorso di ipnosi di due persone che si scoprono legate in molte vite, pur non conoscendosi nella presente, ciò che mi ha smossa è un qualcosa di personale di Weiss stesso.

E niente, credo che il modo migliore sia condividere con voi il passaggio a cui mi riferisco.

Un giorno mi si presentò alla mente un pensiero pressante come un messaggio. Dovevo stare attento a tutti quei miei pazienti che erano in terapia da lungo tempo, cioè i pazienti cronici. In qualche modo, ora avrei cercato di considerare i loro casi con maggiore chiarezza, e tale chiarezza di visione mi avrebbe insegnato più cose anche su me stesso.

I pazienti che all’epoca erano in cura da me per la terapia della regressione, la tecnica di visualizzazione e l’indirizzo spirituale stavano comportandosi benissimo. Ma cosa potevo dire di tutti gli altri pazienti, molti dei quali erano in terapia da prima che venissero pubblicati i miei libri? Perché ora avrei dovuto considerarli con maggiore chiarezza? Cosa avevo da imparare su me stesso?

Risultò che avevo molto da imparare. Per molti di questi pazienti di lungo periodo avevo smesso di essere una figura che trasmetteva insegnamenti; anzi, ero diventato semplicemente un’abitudine e una stampella. Alcuni erano diventati per così dire dipendenti da me e io, invece di metterli alla prova perché proseguissero per la propria strada, avevo accettato il vecchio classico ruolo.

Io stesso ero diventato dipendente da loro. Mi pagavano le parcelle, mi lusingavano, mi facevano sentire indispensabile, perpetuando così il ruolo stereotipato del medico come semidio, ben radicato nella nostra società. Dovevo affrontare il mio io.

Analizzai una per una le mie paure…

Il bisogno di sentirmi speciale, di essere amato poteva esaudirsi veramente solo a livello spirituale, dal profondo di me stesso, da quella scintilla di divino che è dentro di noi. La famiglia poteva essermi d’aiuto, ma fino a un certo punto. E certo non i miei pazienti. A loro potevo essere di ammaestramento, così come loro potevano insegnare delle cose a me. Per un po’ avremmo potuto aiutarci l’un l’altro, ma non saremmo mai stati in grado di soddisfare reciprocamente i nostri bisogni più profondi. La ricerca in cui siamo impegnati è di natura spirituale…

Non sono pochi gli psichiatri che mi hanno detto di sentirsi intrappolati dai loro pazienti. Essi hanno perso la gioia di essere d’aiuto agli altri.

Io rammento loro che siamo anche, tutti noi, degli esseri spirituali. Essi sono prigionieri delle loro insicurezze e del loro io. Anche a loro occorre il coraggio di prendersi dei rischi e di proiettarsi nella condizione del vero benessere e della gioia.

Ecco, nel momento in cui ho letto: “Cosa avevo da imparare su me stesso?”, ho avuto una sorta di brivido di gratitudine, perchè le sue parole sono arrivate dritte in uno dei miei punti più profondi. E come una sorta di timbro, mi hanno lasciato qualcosa.

Posso dire che Weiss mi ispiri? Alla fin fine non saprei, non lo conosco così a fondo, ne conosco così a fondo il suo lavoro o il modo in cui si pone verso di esso. Ma questo capitolo del libro mi ha sicuramente lasciato dentro un senso di benessere, e mi fa piacere ricordarlo adesso.

Per fortuna c’è ancora qualcuno che non si ferma nelle comfort zones, che si mette in discussione e si fa delle domande. Fermarsi con lo spirito equivale a morire, non a stabilità. Mettetevi in discussione, lasciate i porti sicuri della vostra mente. Evolvete e riempite di luce il mondo.