Per sempre

Quanto è importante la prima impressione? Quanto indelebile sarà il segno lasciato da ciò che avevamo addosso, il modo in cui portavamo i capelli e se sfoggiavano un sorriso? Sfido chiunque a non averlo pensato almeno una volta, magari prima di un incontro importante…

È incentrato proprio su questo il corto di nove minuti che il regista Paolo Genovese (del quale ricordiamo il geniale Perfetti Sconosciuti) ha realizzato per Twinset e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia quest’anno.

L’incontro di tre amiche (Giulia Bevilacqua, Chiara Mastalli e Claudia Potenza) che tra ironia e complicità svaligiano l’armadio in cerca del look giusto. Scena già conosciuta da ogni donna all’ascolto! Tra una chiacchiera e l’altra vengono fuori scenari già visti nella vita di tutti noi, confidenze più di una volta fatte o ricevute, quadri familiari di paure e speranze.

twinset

Ho apprezzato particolarmente il messaggio positivo: i colori accesi, la forza di rialzarsi e ricrearsi partendo da sé e dall’amore.

Mi hanno colpito anche particolarmente le parole di Genovese: ‘Volevo raccontare una storia bella e radicata nella società. Volevo che il vero protagonista fosse un piccolo film capace di scaldare i cuori’.

Il mio sicuramente l’ha scaldato.

Per sempre.

IL CORTO.

IL BACKSTAGE.

 

Predestination, decisamente da vedere!

L’avete visto?

Vi confesso che a dire la verità non ho ben capito se è già uscito nei cinema o se ancora è ‘in fase di’!

Io l’ho visto l’altra sera in streaming [qui]. Il link è in inglese, ma per i meno esperti ci sono i sottotitoli in italiano!

Niente spoiler per adesso, quindi potete stare tranquilli: non vi rovinerò il film se leggete oltre.

Un quadro generale: viaggi nel tempo, un terrorista che programma attacchi dinamitardi ed una task force, alla fine un singolo agente, che cerca di fermarlo.

Ovviamente non è ‘tutto qui’ e mentre la pellicola si svolge e riavvolge come le spire di un serpente, vi prometto che perderete l’orientamento.

Il protagonista è Ethan Hawke, sempre di spessore, che io adoro già dal lavoro con Richard Linklater.

Scritto e diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig, registi factotum con pochi titoli nel curriculum, ma molte promesse.

La scelta della sceneggiatura lascia a bocca aperta fin dalla prima metà del film, congelandoti sulla poltona a chiederti: “Ok, e quindi?”. Il tratteggio psicologico ha un qualcosa di meraviglioso e rende un capolavoro una trama di per sé semplicissima.

Due righe quanto al soggetto, si tratta di un adattamento di Tutti i miei fantasmi (All You Zombies…), 1959. L’autore è Robert A. Heinlein, noto scrittore di fantascienza statunitense, dalla notevole produzione.

Infine, attenzione ai particolari!

I particolari qui sono metà della bellezza, e vi parlo di minuzie scenografiche, particolari di trama, scelte di dialoghi… tenete gli occhi aperti 🙂

Predestination vi lascerà dentro qualcosa. Tante domande o una profonda chiarezza… questo sta a voi, a me ha lasciato una sensazione potente di dolcezza. In un certo senso Jane, John l’ho amato anche io.

Guardatelo, guardatelo, guardatelo!

I Guardiani della Galassia: quando la Marvel ha tutto un altro ritmo!

Qualche giorno fa sono andata a vedere al cinema l’ultimo pargolo Marvel, aspettandomi il tipico botte e schianti in chiave ironica Ironman style.

E invece… un film!

Un film iniziato e finito, completo di COLONNA SONORA.

Ma stiamo scherzando?!

Ora, a parte gli scherzi, io al cinema guardo di tutto e critico poco a priori. Soprattutto, guardo con affetto al genio della Marvel.Sono cresciuta con Spider man, mi sono innamorata di Ironman e vedere il potpourri degli Avengers mi ha decisamente fatto correre un brivido sulla spina dorsale.

Nonostante questo, i Guardiani della Galassia sono stati una piacevole rivelazione.

Ci sono un pò di differenze con la storia originale del fumetto, e non vi dico di più per non rivelare niente a chi non l’avesse visto, ma è entusiasmante ed estremamente divertente. Estremamente.

Vi lascio con l’Awesome Mix Vol. 1

Blue Swuede – Hooked on a Feeling – 2:48
Raspberries – Go All the Way – 3:10
Norman Greenbaum – Spirit in the Sky – 3:57
David Bowie – Moonage Daydream – 4:47
Elvin Bishop – Fooled Around and Fell in Love – 4:35
10cc – I’m Not in Love – 6:10
The Jackson 5 – I Want You Back – 2:59
Redbone – Come and Get Your Love – 4:27
The Runaways – Cherry Bomb – 2:19
Rupert Holmes – Escape (The Piña Colada Song) – 4:34
Five Stairsteps – O-o-h Child – 3:11
Marvin Gaye & Tammi Terrell – Ain’t No Mountain High Enough

E… con un frammento! [spoiler]

Castello Cavalcanti, firmato Wes Anderson

Castello Cavalcanti è uno short film del 2013, scritto e diretto da Wes Anderson.

Protagonista è  Jason Schwartzman, attore che ha già lavorato in molti film con Anderson, nei panni di un pilota di Formula 1 che rompe la sua auto in un paesino italiano.

Il corto dura 8 minuti appena ed è stato girato a Cinecittà, Roma e finanziato da Prada.

Debuttò al Roma Film Festival e fu reso disponibile on line nel novembre 2013, diventando ben presto virale.

Anderson fa dei riferimenti piuttosto evidenti a dei classici della filmografia italiana, specialmente riguardo a Federico Fellini: la Dolce Vita (1960) e Amarcord (1973).

Personalmente adoro il suo lavoro, dai film (Il treno per il Darjeeling, i Tenenbaum, Moonrise Kingdom…) ai corti, come questo e Hotel Chevalier. Adoro le scelte della fotografia, scenografiche, i tagli, ed esco di testa per la psicologia controversa dei suoi personaggi.

Quanto al team di attori con cui abitualmente lavora, nella lista compaiono vari fra i miei preferiti, uno su tutti Bill Murray.

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Mi perdo nell’atmosfera dei suoi film come in una favola… ecco, secondo me l’aspetto definitivamente vincente dei suoi film è l’atmosfera.

 

Videodrome, quando Cronenberg tira fili invisibili in noi

 

Parole chiave.

Cronenberg. Fastidioso. Fantascienza.

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Caro Cronenber, parliamone, che problema hai?

Con le turbe siamo a posto, tutto risolto? Bisogno di un buon analista? Se ce l’hai già cambiamolo, ti va?

La genialità è evidente già da un primo sguardo al tuo lavoro, e ok che i geni sono strani, ma mi preoccupo per la tua salute, non prenderla male.

A parte gli scherzi, l’altro giorno ho visto Videodrome, e… e… e che trip.

Voglio dire, è allucinante. Credo sia una delle cose più psichicamente violente che abbia mai visto, pur mostranco poco e niente e affrontando una tematica tutt’altro che violenta di per sé.

Secondo me il problema qui è che con la tematica ‘tv’ si incontrano una serie infinita di implicazioni morbose. E non perché sia morbosa la televisione in generale, che è un contenitore vuoto che ogni rete e programma riempie a modo suo, ma per tutte le aspettative, le proiezioni, i desideri morbosi (ecco che arriviamo al fulcro del problema) che le persone ci catalizzano.

Videodrome in questo traccia perfettamente un quadro della follia e della frenesia che ci collega al grande schermo, tutto questo incedere tecnologico che ci fa perdere di vista chi siamo fino a percepire maggiormente reale il contenuto di uno schermo della nostra vita.

Riuscite, guardando il film, a distinguere se ciò che avete visto è accaduto davvero al protagonista o è frutto della sua immaginazione, di un’allucinazione? Se la vostra risposta è sì, sarei tanto curiosa di conoscervi e di sondare la vostra opinione in merito. Io ne sono uscita molto confusa e quasi nauseata, intrappolata in questa dimensione claustrofobica e apparentemente senza via di scampo.

Ad ogni modo qui signori miei abbiamo un esempio di colonna portante dell’immaginario collettivo, un capolavoro del buon cinema che non potete non apprezzare come tale o non scoprire se ancora non l’avete visto.

Se pensate che la data di nascita è 1983 subito vi immaginerete una pellicola legnosa ma avrete di che ricredervi, gli effetti speciali sorprendenti per i mezzi del momento, ed il tormento che instaurerà nei vostri animi casserà ogni opposizione. Ma non potete perdervelo, come non potete perdere Rosemary’s Baby o Brazil, non importa se sono inquietanti: sondate le parti più oscure di voi stessi.

Videodrome.

 

 

50 sfumature di… cinema

50 sfumature di grigio. Avete presente il tormentone dello scorso inverno firmato E. L. James.?

Siete state fra le infatuate di Mr Grey? O avete resistito, al grido di quanto sia leggerino, prevenute circa tutte queste storie che fanno tanto successo in poco tempo, decise a distinguervi dalla massa di donnicciole che sbavava sulle pagine dell’ultima storia d’amore in libreria?

Mi riferisco a voi, amiche mie, perchè di sicuro non è materia per maschietti questa. Il punto di vista femminile del libro stavolta è decisamente la chiave della sua riuscita. Abbiamo fra le mani un libro colmo di emozioni profonde a livello emozionale e sensuale che se vi lascerete corteggiare, vi risalirà la spina dorsale come un brivido e finirà per insediarsi nel cuore. Perché non ci illudiamo: stiamo parlando di una storia d’amore. Dopo un primo momento di grido allo scandalo per il contenuto che doveva essere in tema di sesso estremo, si scopre che quella che ci rifila l’autrice è niente altro che una storia d’amore a tutti gli effetti. Con una vita sessuale, sì… creativa, e probabilmente fuori dagli orizzonti di molte coppie. Ma col passare del tempo la vaniglia è sempre più presente, si lascia campo libero a risate e sboccio di sentimenti, sbrogliamo i tormenti dell’animo del bellissimo Mr Grey, che se oggi appare infallibile, ancora cela nei suoi grandi occhioni il bambino spaventato che era e tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare. Un cavaliere in armatura, ma all’interno tanto fragile.

Ecco che si raggiunge l’equilibrio, e se alla fine del Grigio Anastasia lo lascia, alla fine del Nero lo sposa e alla fine del Rosso li guardiamo soddisfatti nella casa di campagna con il secondo figlio in arrivo.

Una storia più o meno normale, se togliete il fatto che lui è un maniaco del controllo dio del sesso straordinariamente ricco che ha avuto un’infanzia da incubo ed una vita interessantemente sui generis. Tolti questi dettagli, abbiamo fra le mani una normalissima coppia che inizia a frequentarsi, si conosce, impara a coesistere e a costruire.

Bene, ed è a brevissimo il signor Cinquanta Sfumature e signora si trasferiranno sullo schermo. Ho visto il trailer. E fra poco vomito.

Ma stiamo scherzando?

Se qualcuno di voi ha visto Californication, la mia reazione si può assimilare a quella di Hank Moody riguardo all’adattamento cinematografico di ‘Dio ci odia tutti’.

E ripeto: ma stiamo scherzando?

Mi  trasformi questa suadente vibrazione cerebro sessuale nella storia insipida su schermo di una ragazzina con le occhiaie ed i capelli tagliati male ed un ex giocatore di football del liceo con gli occhi storti e un pò ottusi?

Per non parlare della recitazione che per qualità fa concorrenza a quella di un corto amatoriale post adolescenziale.

Mi domando come può essere possibile una cosa del genere. Ma già, vale la regola che se hai amato il libro disprezzerai il film. Aspetta, chi l’ha fatta questa regola? Ho amato tanti adattamenti  cinematografici di libri che adoravo, per dirne una Memoria di una Geisha, o Fight Club.

C’è una bella differenza fra fare un bel lavoro, cambiando la chiave di comunicazione ma mantenendo il valore del messaggio, e un polpettone diabetico e tirato là per fare un pò di audience sugli schermi!

Insomma se ero tanto curiosa di vedere l’animazione della trilogia che quest’inverno mi ha ingarbugliato le viscere nel basso-ventre, adesso al solo vederne un assaggio ne sono schifata. E dire che ci voleva così poco per fare un ottimo lavoro… uff! -.-

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il Desktop di Pastrello, short film sincronico

Avete già sentito parlare di Michiele Pastrello?

Veneto, vincitore al PHFFest, al ToHorror, premio giuria al Tucsia Fest, retrospettiva all’AntiPop Festival. Ho partecipato al Pifan (SouthKorea), NoirFest, ArcipelagoFest, IschiaFilmFestival, LagoFest, FantaFestival, Taranto Film Festival, WhoLikeShortShorts (USA), NiHilist (USA), Scinema (AU), OffCourts (France), Serbian Fantastic Fest (RS), TiranaFilmFest (Albania).

Nel 2006 esordisce nel mondo degli short movie con il thriller Nella mia mente. L’anno successivo ancora un thriller, legato a tematiche ambientali, 32, che vince il ToHorror. Nel 2011 fa Ultracorpo, il progetto di cui va più fiero, dal ritmo volutamente lento, ispirato a Cruising di William Friedkin e al film L’invasione degli Ultracorpi di Don Siegel. Nel 2012 fa InHumane Resources, un action (dalla travagliata produzione, ahimè). Che, se siete curiosi, trovate sul suo sito.

Tra qualche commercial e l’altro quest’anno concepisce Desktop.

Un progetto indipendente nato un pò da una riflessione sulla vita, sempre in mutamento o rinascita, e dall’altra dalla riflessione derivata dal frequentare tante aziende per lavoro e vedere i desktop degli impiegati, sfondi che non rappresentano il luogo in cui lavorano per 9 ore al giorno.

Il corto vuole essere un emotional micro film breve e diretto, senza alcun fronzolo autoriale, che parla di una sensazione che ognuno di noi conosce: il sentirsi soli e la necessità di incontrare qualcuno che ti faccia sentire un po’ meno solo.

I protagonisti sono gli attori Viviana Leoni (a breve in scena con uno spettacolo-monologo su Etty Hillesum, dal titolo Dalle fragole a Dio) e Stefano Negrelli, e tutto è stato girato tra Scorzè, Valdobbiadene e Tarvisio.

Un artista molto promettente, ed un corto molto stimolante. Terremo gli occhi puntati su di lui, ci riserverà sicuramente delle sorprese!

 

Non solo 50 serie tv

Non so voi, ma io ultimamente combatto la calura estiva rintanata sul divano a guardare Breaking Bad, fortemente in lutto per aver terminato Californication.

Ora, io non sono una delle più accanite dipendenti da serie tv. Stando a Wired ci sarebbero addirittura 50 da vedere assolutamente quest’estate, vediamo quanto sono indietro.

  1. Mad Men – Mai nemmeno sentita nominare, lo ammetto.
  2. Lost – Viste le prime due o tre serie, poi mi sono data per vinta. Spiacente, ma non me la sento nemmeno di darvi un cenno sul tema, si capisce tutto e non si capisce un bel niente. E comunque ogni tanto tutta la trama si capovolge.
  3. The Walking Dead  – Perfettamente in pari! Niente di trascendentale, siamo nello zombie splatter vecchio stile qui. Ancora non è ben chiaro cosa abbia scatenato l’olocausto dei morti viventi ma ora alla fine della 4a serie abbiamo imparato a difenderci in maniera efficace e quasi non ci spaventano più quelli, le persone a volte sono peggio.
  4. The Newsroom – Serie novella, mai sentita nominare.
  5. Arrested Development – Eh?!
  6. Twin Peaks – Ce l’ho! E che spettacolo, un capolavoro giallo/esoterico alla Lynch. Assolutamente da vedere, personaggi azzeccatissimi, scorrimento degli episodi un pò lento ma colpo di scena finale che vi farà desiderare di guardare subito il successivo. Insomma: un bell’assaggio di buon cinema, con un protagonista controverso e divertente.
  7. Il Trono di Spade – Ahimè, sono caduta vittima anche di questa, non si resiste al fascino del Trono di Spade. Quando avevo sentito parlare per la prima volta di questa serie, avevo detto: “No, no, e poi no”, proprio non mi ci vedevo a seguire col fiato sospeso una storia in stile coppa e spada fantasy, eppure… eppure ho fatto l’errore di domandarmi perchè aveva irretito persone diversissime fra loro, scatenando in queste persone un accanimento che non riuscivo a spiegarmi. Ho guardato un paio di puntate per capire il filo conduttore, e… Martin mi ha travolto. Finalmente una serie dove nessuno è salvo, niente è sacro, tutto può accadere e veramente mai si può dire mai.  Sfido chiunque a guardare un paio di puntate e non innamorarsi follemente del crescendo di emozioni che regala. Attenzione solo a non affezionarvi a nessuno 😉
  8. The West Wing – Mai sentita nominare prima d’adesso
  9. Lie To Me – La sento adesso ma non nascondo che m’incuri0sisce
  10. Dexter – Fatta molto bene e parzialmente vista, ma proprio non il mio genere. Troppo cruda.
  11. Black Mirror – Mai sentita, e nemmeno capisco bene di che tratta.
  12. I Soprano – Parzialmente vista, ma mai fidelizzata. Sicuramente una colonna portante del genere però, offre profili molto divertenti.
  13. Homeland – Non il mio genere.
  14. 24 – ?
  15. Breaking Bad – La mia ultima fissazione, un capolavoro di serie tv. Evoluzione del personaggio principale mozzafiato. Pluripremiata, e a ragione: tredicesima serie meglio scritta di tutti i tempi per il Writers Guild of America, la serie con la più alta valutazione di tutti i tempi per il Guinness World Records, dieci Emmy Award, cinque Satellite Award, nove Saturn Award, sei WGA Award, cinque TCA Award, due Golden Globe, tre Screen Actors Guild Award, un PGA Award, un DGA Award e due Critics’ Choice Television Award.
  16. Fringe – Sulla mia lista delle serie da vedere. Universi paralleli, tantissimi affiliati iper innamorati. E dai, ti vedrò, ti vedrò.
  17. The Shield – Mai sentita, e nemmeno capisco bene di che tratta.
  18. Arrow – Ma stiamo scherzando?
  19. The Wire – Non il mio genere.
  20. Girls – Mai vista, ma dal trafiletto della trama mi fa tanto una di quelle serie che tanto andavano negli anni ’90 poi rimpiazzate da Sex And The City. Uhmmmm… non è che proprio mi esalti l’idea di vedere una cosa trita e ritrita, quindi mai vista ma passo.
  21. Californication – Oh io AMO Hank Moody. Esilarante, intelligente, a tratti dolce. La trama non riserva certo inseguimenti in auto o sparatorie all’ultimo sangue, non è quello il genere, qui abbiamo satira, divertimento e tanti sentimenti in gioco. Se avevo amato David Duchovny in Xfiles, qui ho capito di aver trovato l’uomo della mia vita.
  22. Boris – Mai vista ma allettata. Serie tv italiana che per una volta non sembra una completa schifezza.
  23. The Fall – A prima occhiata banalotta.
  24. Six Feet Under – Di questa ho visto qualche episodio senza filo logico ma trovata molto divertente. Parla di una famiglia… di becchini, eh sì, avete sentito bene.
  25. House of Cards – Mai sentita nominare prima d’adesso, ma come le serie ‘pugni e spari’ nemmeno quelle politiche sono il mio.
  26. The Americans – Guerra fredda, ma figuriamoci.
  27. Luther – Perchè di polizieschi in giro ne avevamo pochi evidentemente.
  28. The Hour – Serie di di cui poco so, molto interessante però il protagonista che se non mi sbaglio era in Cloud Atlas.
  29. Sons of Anarchy – Aspetta, aspetta. 5 SERIE SU DEI MOTOCICLISTI? Ai lavori forzati, e subito, non voglio nemmeno sapere altro.
  30. Downtown Abbey – Uhmmm…
  31. Freaks and Geeks – Perchè non bastavano tutte le Dawson’s Creek, Beverly Hill’s…
  32. Shameless – Che avete in programma oggi? Avete già pensato ad appassionarvi alle vicende di un alcolista? No?
  33. Deadwood – Cowboy, pugni e spari.
  34. Pan Am – …
  35. Boardwalk Empire – Molto incuriosita, anche per il nome che vi si associa. Pilotta prodotto da Scorsese, che rimane poi sulla scena come produttore. Questo sì, è ‘pugni e spari’, ma ogni tanto uno strappo alla regola si può fare, se si parla di buon cinema, o in questo caso tv.
  36. Person of Interest – Udite udite, qui invece incontriamo la creatura di Christopher Nolan e JJ Abrams. Inutile dire che sono MOLTO curiosa di vedere anche questa.
  37. The Killing – Chi ha ucciso Laura Palmer? Ops, Rosie Larsen…
  38. Oz – Oz, Oz… sicuramente interessante e degna di nota, ma mentre leggo le parole ‘cruda e disturbante’ nel trafiletto ho già cliccato sul prossimo titolo, che è…
  39. Dead Set – Grande fratello in stile zombie, l’idea è così allucinante che forse forse un giorno la guarderò.
  40. Rubicon – Set in stile complottistico, giusto per alimentare un pò di paranoia nelle nostre testoline.
  41. Dr. House – Mai finita, né vista con senso di continuità. Qualche episodio geniale ed interessante, specialmente le prime serie. Ho avuto poi l’impressione che tirandola per le lunghe si andasse a perdere un pò lo smalto. Chi però può negare che ormai il Dr. House sia rimasto nell’immaginario collettivo? ‘Non sai che cos’hai? Chiamiamo il Dr. House!’
  42. The Big Bang TheoryAvete presente quando a scuola vi dicevano di non ridere dei secchioni? Con questa serie finalmente potete farlo, anzi non riuscirete proprio a farne a meno.
  43. Doctor Who – Serie che mi ha sempre incuriosita. Rimango un pò sgomenta di fronte al ’26 stagione nella versione classica, 8 nella nuova’. Mi sa che per esaurirla mi servirà ben più di un’estate…
  44. Graceland – Hai mica visto un Agente? Appartenenti dell’Fbi, della Dea e della Ice sotto copertura che vivono nello stesso posto. Mai vista, ma pare che sia ispirata a una storia vera. Nel dubbio fa tanto ‘orgoglio americano’.
  45. True Blood – Vampiri.
  46. CSI – Di questa qualche puntata l’ha vista anche un morto. Las Vegas, New York, Miami… 14 stagioni… sole? Credevo 88.
  47. X-Files – Un cult delle serie tv in chiave complottistica/’gli alieni sono fra noi’. Scully non capisce mai un’h, non ammetterebbe qualcosa nemmeno se ce l’avesse davanti agli occhi, ma Mulder è fortissimo (e una meraviglia per gli occhi).
  48. How I Met Your Mother – Mai visto, ma pecca mia. Vedendo un pò qualche episodio qua e la però ho già visto che è troppo divertente! Un padre si siede sul divano e racconta ai figli come ha conosciuto la loro madre, 25 anni prima.
  49. Modern Family – …
  50. Glee – Tormentone degli anni passati, ma non ce la faccio a piegarmi.

 

Abbiamo capito che con il mio misero 13/50 non sono proprio la più aggiornata e devota alle serie tv.

Ma che dire poi di tutte le serie tv che hanno segnato intere generazioni e di cui Wired non fa cenno? Per esempio Dawson’s Creek, Beverly Hills, Macgyver, per non parlare di Buffy, Misfits, The Mentalist, Stargate o dei Visitors? Serie classica o quella di un paio d’anni fa poco importa, parimenti emozionante.

Insomma, viste o non viste da me ci sono comunque tante bellissime storie a puntate da seguire, intere stagioni concluse. Non so voi, ma io detesto l’ansia che ti viene quando devi aspettare un’intera settimana per vedere l’episodio successivo, magari anche con qualche dubbio lancinante tipo ‘quel personaggio sopravviverà?’, ‘scopriranno quella tal cosa?’. No, decisamente non fa per me. L’ultima serie del Trono di Spade per esempio l’ho guardata tutta d’un fiato una volta completa, per due giorni insieme a dei miei amici attaccati ad un divano da metà pomeriggio a sera tardi. Ma che soddisfazione!

Perchè le serie fanno così, sono un pò come ogni donna che si rispetti: ti lasciano sul filo del rasoio, ti dimostrano che non puoi fare a meno di loro.

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Cinefix e i film in 8-bit

Mi rivolgo a tutti gli amanti del buon cinema, ma anche a voi che amate i fumetti e le loro trasposizioni in pellicola! Oggi parliamo di un’idea davvero divertente venuta in mente ai ‘registi’ di CineFix che hanno pensato una simpatica rilettura in 8-bit di tutta una serie di titoli iconici.

Troviamo quindi una rivistazione di Kill Bill, Iron Man, Donnie Darko, Pulp Fiction, Lo Hobbit, Fight Club…

Ecco qui Pulp Fiction, che io trovo particolarmente adatto, ma potete trovarle tutte qui

 Vi consiglio di fare un giro sul loro canale… un mondo tutto da scoprire! 😉

 

Sentimento prêt-à-porter

“L’amore è una forma di pregiudizio. Ami ciò di cui hai bisogno, ami ciò che ti fa stare bene, ami ciò che ti torna più utile. Come fai a dire di amare una persona quando ce ne sono almeno diecimila al mondo che ameresti di più se solo le incontrassi? Ma non le incontrerai mai.”

“D’accordo, allora ognuno di noi fa del suo meglio.”

“E’ assodato. Ma dobbiamo capire che l’amore spesso nasce da un incontro fortuito. La maggior parte della gente ci ricama troppo sopra. Con queste premesse una sana scopata non va del tutto snobbata.”

“Ma anche quella nasce spesso da un incontro fortuito.”

“Puoi dirlo forte…”

“Discorso niente male, ma con me non attacca”

“Bene, cercherò di sopravvivere…”

/ Bukowski
Musica per organi caldi

 

Che cos’è per voi l’amore? Un punto d’appoggio, qualcosa che vi da sicurezza, o una corda che vi intrappola e toglie l’aria?

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Forse per ogni persona che incontriamo c’è un modo differente di percepire l’amore, o forse è semplicemente un modo di percepire quella persona, una reazione normalissima scatenata da un incontro e siamo noi a dover sempre dare la connotazione di emozione, di sentimento, di amore.

Non saprei, sull’argomento c’è pane per tutti i denti. La maggior parte delle persone sogna di incontrare qualcuno che ti prenda e ti porti via, un amore travolgente, qualcuno che d’improvviso riuscirà a capirti meglio di come sai fare tu, che ti starà accanto e ti incoraggerà perchè capisce le tue esigenze. In realtà poi le cose vanno in maniera molto differente. Ognuno di noi è concentrato solo e soltanto su sé stesso, è un problema dall’oggi al domani accogliere un altro universo e conviverci, ma che dico? Dall’oggi al domani? E’ un problema anche per chi sta insieme da dieci anni a volte. E’ un problema, punto.

Quindi per questo dovremmo demoralizzarci, tirare i remi in barca e smettere di cercare l’amore? Non è nemmeno questo. Credo che l’uomo sia portato a fare voli pindarici, a sognare, a cercare di superarsi e a volare alto con la mente. Credo che sia la sua migliore e più importante qualità. All’interno di ognuno di noi c’è un infinito universo, che attraverso questi sogni si espande e si mostra. E non sto parlando di qualcosa che succede soltanto quando ci si innamora o si crede di innamorasi. Sto parlando di quella abilità incredibile che ci porta a rinnovarci continuamente e ad accrescerci ogni volta che posiamo gli occhi su qualcosa. Perchè ogni volta che succede questo, ogni volta che ci interessiamo o che conosciamo cose nuove, è lo spunto per tirare fuori da noi quanto non pensavamo di contenere.

E quindi ben venga l’amore, via libera al sentimento, che scioglie i nostri freni inibitori e ci rende capaci con tanta facilità di accettare il nuovo, riempiamoci di meraviglia!

Per chiudere in bellezza, vi consiglio la sequenza finale del film di Wes Anderson, Il treno per il Darjeeling

lasciamoci andare 🙂