Il solito scemo

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“Così non si può continuare. Sono stanco di fingere di essere una persona che non sono.
Da quando stiamo insieme mi sono dimenticato tutto quello che mi piaceva fare, mi sono dimenticato cosa vuol dire ridere di gusto, ho messo da parte tutti i miei progetti per te. E tu non te ne rendi conto, per te non è mai abbastanza.
Ma adesso basta, sai, sono stanco. Troverò un’altra donna, che mi ascolti e si interessi a ciò che desidero. Bella… non che tu non lo sia: dal primo momento che ti ho vista non sono riuscito a staccarti gli occhi di dosso… ma che dico! Sto divagando. Dicevo che troverò un’altra, una donna diversa da te, paziente, che rida delle mie battute.
Non voglio più stare con una persona che ridicolizza tutto di me e non fa che ripetere quanto sono infantile. Perché non mi hai lasciato se sono tanto infantile?! In questi anni sono stato il tuo cagnolino. Ora è finita. E non piangere, tanto non mi commuovo. Quando una cosa è finita, è finita, non c’è niente che si possa fare per… “
Gesticolavo allo specchio, da solo, quando ho sentito la porta di casa aprirsi. Sei tornata, questa volta sono deciso a parlarti, sono stanco di vivere nella tua ombra cara mia!
Lei sulla porta. Non so più se posso farcela. Il mio cervello segna ‘0’.
“Passerotto, ti aspettavo”
“Bene! Lo sai che…” Ottimo. Il coraggio di un leone, proprio. Ora parlerà tutta la sera, anche durante i suoi programmi preferiti alla tv, spegnerà sui miei. Perché non le ho detto niente?! Oh, sono proprio una frana, ha ragione lei. E forse non sono poi così convinto, forse è proprio per questo che non l’ho fatto: perché inconsciamente non voglio…
“Amore! Mi stai ascoltando?!”
“Certo tesoro, scusa, pensavo all’inconscio”
“Mai una volta che tu pensassi a me! E questa poi, l’inconscio! Sei il solito scemo…”

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