La solitudine

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Mi spoglio senza battere ciglio e senza dire una parola.
L’uomo fa lo stesso.
Non che ci voglia molto impegno per venire a letto con me, non un minimo sforzo, nessuna perdita di tempo. Non si deve conquistare una puttana.
Per i buonisti ed i più: prostituta. Alcuni usano questo termine solo per sentirsi meno offensivi. Ma credono forse che una parola possa offendermi? Sono alle prese con le voglie degli uomini tutti i giorni, e se non sei la moglie, possono essere degli animali.
Certo, perché con una puttana tutto è concesso. Con me esprimono i loro desideri più strani, con me parlano dei loro segreti sepolti.
Io sono la loro puttana, credono di usarmi.
Dal mio punto di vista ci usiamo a vicenda: a me interessano i loro soldi, a loro interessa sfogare con me la loro merda. E siamo pari.
Mi domando come sarà questo. Se vorrà darmi ordini, se è di quelli che cerca un po’ di dolcezza, o come i più verrà sul mio fianco prima ancora di entrare.
Ha preferito andare a casa sua. Strana scelta, ma con me non ci sono problemi.
E’ bello. Accidenti se è bello. Alto, capelli scuri, muscoloso. Chissà cosa ha spinto un uomo del genere ad andare con una puttana.
Mi prende per le braccia. Mani forti, e la fede. La fede… ricordo di averla portata a lungo anche dopo il mio divorzio, mi eccitava l’idea di tradire con la fede al dito, era un po’ come fottere quello stronzo che mi aveva rovinato la vita.
L’appartamento è un attico elegante come il proprietario, curato quanto lui è ben vestito. La camera da letto ha lenzuola di seta nera. Perfetto.
Bellissimo, mi solleva su di sé come fossi uno stuzzicadenti. Vuole condurre, a me va bene anche questo. Forse per una volta mi divertirò.

E’ stata forse la scopata più bella della mia vita, mai un uomo mi aveva trattata così.
Resta.
Paga la notte. Resto.
Così mi addormento sul petto caldo di un bellissimo sconosciuto, profumatamente retribuita per farlo. Tanta fortuna non capita tutti i giorni.

Mi sveglia la luce che entra dalla finestra ed il rumore della strada. Lui si è già alzato.
Mi rivesto e lo cerco per la casa.
Mobili costosi, tappeti persiani, una cucina moderna e super accessoriata. Sui ripiani foto di lui con la moglie in vari posti del mondo, devono amare i viaggi e lei è proprio una bella donna.
Chissà cosa ha spinto un uomo del genere ad andare con una puttana… sul tavolo due buste, due nomi.
Nella busta che porta il mio nome, il mio nome d’arte si può dire, i miei soldi. Non una parola.
Li prendo ed esco. Meglio così, le favole non esistono.
Scendo le scale, incrocio due poliziotti indaffarati, uno parla alla radio.
“Moro, un metro e ottanta. Si è buttato. Dall’attico”.
Ognuno sceglie come terminare la propria vita. Chissà cosa ha spinto un uomo del genere ad andare con una puttana.
Ogni creatura sulla Terra quando muore è sola, diceva un film.
Mi piace pensare che avesse bisogno di imparare la solitudine.

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  1. Pingback: Milana Travis

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