Comprendere meglio la serenità

Serenità.

Primario bisogno nella vita di tutti noi.

 

Tutti noi abbiamo il serio bisogno e sacrosanto diritto di stare bene.
Di staccare la spina e riposare.

Di ridere di gusto.

Amare a dismisura.

Godere della luce, del profumo che arriva dalla cucina, del rumore del mare o di uno di quegli abbracci che ti entra dentro.

 

Per fortuna, la vita è tutta una scoperta, e per chi ha occhi per vedere basta guardare poco più in la.

 

Oggi mi sono fatta un regalo e sono stata al Silathai, un centro massaggi di Firenze. Ho lasciato fuori tutte le ansie, le paure, tutto quello che mi comprimeva, mi opprimeva e mi ottenebrava. Purtroppo ne ero intrisa, è un periodo un po’ così. Ho lasciato andare la mente e mi sono ricongiunta a me, in questo corpicino di luce che mi ritrovo. Mi sono lasciata guidare verso un pomeriggio migliore e quando sono uscita, grata ed in pace, sono andata a prendermi un gelato per guardare la luce che si riflettava sul fiume.

La cosa più bella è che la mia mente era pervasa dalla sensazione che non mi mancasse niente, connessa fin nel profondo a tutto quello che più amo e libera.

Bisogna saper riconoscere quando fare un giro su se stessi, la terra dopotutto lo fa ogni giorno.

 

 

Se oggi seren non è,
domani seren sarà,
se non sarà seren
si rasserenerà.

2017 parole a Babbo Natale

Caro Babbo Natale, vorrei parlarti del mio più grande amore.

Perché farlo? mi chiederai.

È necessario che tu comprenda quanto l’ho amato e quanto spazio ha preso nel mio cuore ed in me tutta, perché tu possa comprendere a fondo ciò che poi ti chiederò.

I ricordi sono sfumati, eppure chiudendo gli occhi potrei ritrovare perfetta quella splendida elettricità che si allargava tutto attorno quando incrociavamo gli sguardi. Mi ricordo il profumo di ambra, la necessità di trovarlo, ogni cosa che mi riportava a lui, quando in piedi di fronte allo scooter si rigirava fra le mani quei libri indeciso su quale darmi, quando ha voluto riaccompagnarmi, quando mi ha lasciata andare e quando è tornato a cercarmi per dirmi che adesso aveva capito.

A lui devo una bella parte della luce che ho dentro, un guizzo in testa, fra le parole più belle che ho scritto, qualche ruga, un sorriso da eterna estate che è rimasto con me anche quando è finita, la forza di amare incondizionatamente e capire che per me era importante il suo bene, non solo il mio.

Grazie a lui e alle persone magiche che per fortuna hanno costellato la mia vita sono diventata la donna che sono oggi.

Non è andata proprio come mi aspettavo, non è stata affatto solo bellezza e gioia, ma sto imparando che era nei piani.

Quando la vita è dolce, ringrazia e sorridi. Quando la vita è amara, ringrazia e cresci. Diceva Niequist.

Non mi stancherò mai di ringraziare, Babbo, ma oggi ti chiedo una cosa non da poco: la forza di lasciare che ogni giorno il mio cuore batta e di restare a braccia aperte per tutto ciò che arriverà, di provarci e rilanciare, perché i colpi saranno diversi ma voglio credere che poi uscirà sempre il sole.

A volte mi spaventa, a volte mi sento stanca e ho la tentazione di adagiarmi in più semplici comfort zones. Ma Babbo, che meraviglia sentirsi cuore, che senso ha vivere se no?

Da una degli ultimi romantici per quest’anno è tutto, troverai i biscotti ed il latte al solito posto

Buongiorno meraviglia!

Il primo freddo mi coglie come sempre impreparata, è uno di quei tiri mancini che non sopporto, uno sgarbo diretto e personale, ci resto proprio male.

Mi arrocco nei primi nidi di piumone, la voglia di uscire latita che nemmeno mi aspettassero i pinguini, fuori.

Inizio venti libri e nuove serie tv.

M’incupisco per l’accorciarsi delle giornate, perché questa storia del buio che ti bracca deve finire, si è meno felici senza luce, tocca ricorrere a luce elettrica in casa e candele, candele per scaldare il cuore.

Una parte di me già pensa ai preparativi per il natale, quest’anno voglio fare le arance con i chiodi di garofano… e mi ritrovo a pensare che dopo tutto ancora giriamo per strada con il giubbottino aperto, che il mio dramma interiore non ha posto con questo bel sole ancora caldo alto lassù… che bellezza!

Ed il cielo chiarissimo e limpido di prima mattina, con la luna netta e bianca ancora in vista, dove lo mettiamo?

Quello che incontri solo alzandoti molto presto, per partire o andare a lavoro. Quello lì, stamattina mi ha scossa dai brutti sogni.

Che poi il giubbottino c’era, ed era chiuso, ma voglio credere che fosse solo una posa 😏

Mi dichiaro colpevole

di sognare a voce alta

di fidarmi dell’altro

di cercare la poesia.

Mi dichiaro colpevole

di dire quello che sento

di scommettere sul sentire

di credere nel detto.

Mi dichiaro colpevole

di sentire che è possibile

piangere un’assenza

di lottare un incontro.

Mi dichiaro colpevole

di vivere un altro tempo

di fidarmi di un gesto

di insistere per la verità.

Mi dichiaro colpevole.

Si.

Mi dichiaro colpevole.

Non mi pento.

#AraceliMarielArreche #ylalun

🔜 #sugarinserendipity ✨

Partenze e ritorni: andare in Serendipity, possibile? Possibile!

Lo zucchero si infila in valigia per una nuova meta tutta da scoprire…

Ovvero? Vi darò qualche indizio, e presto avrete migliaia di foto per farvi vedere tutto il viaggio attraverso i miei occhi.

| Instagram: @gaiamargot_ #sugarinserendipity |

E al ritorno, inutile dirlo, vi racconterò tutto!

Indizi…

 

Un’unica problematica potrebbe essere a questo punto il bagaglio, perché purtroppo non si campa di sola poesia, che non sto avendo proprio il tempo di fare… sono a lavoro, protetta dal caldo opprimente e dalla voglia che ormai mi conduce alla follia di partire, e partirò quasi diretta.

Non lo nego, sto sperando che la mia valigia si faccia da sola, avevo sperato lo facesse anche stanotte mentre dormivo, col favore delle tenere. Nulla. Sospetto che quella pigra proprio non vorrà darmi una mano.

 

Seminerò zucchero per voi nella terra del Serendipity dunque, ed al ritorno vi offrirò un panorama sconfinato delle mie emozioni, sensazioni, esplorazioni… ed un ritorno alla mia realtà di tutti i giorni completamente nuovo.

Si cambia pelle! Come probabilmente avrete un po’ capito dagli ultimi post, stavo riflettendo sui cambi di direzioni ed essendo una di quelle persone in cui il pensiero è soltanto un altro muscolo che muove mani e gambe… le scelte non si sono fatte molto attendere.

Sono dell’idea che vada seguito lo stomaco. 

Se un posto ti da il mal di stomaco, devi venire via. (E se hai fame nel mio caso devi rifocillarti rapidamente al fine di non mangiarti il primo malcapitato che ti passa a tiro…)

Lo stomaco governa tutto. Le emozioni, l’umore, il benessere. 

Lo stomaco sente tutto.

 

Ho fatto alcune scelte che cambieranno completamente lo scenario attorno a me.

Le ho fatte da sola, in me ed in solitudine.

Ho deciso nel silenzio, e dopo essermi riposata.

Sto iniziando a comprendere come il sonno ed il riposo siano due punti cardine del benessere psicofisico della persona. Se colmiamo le prime semplici mancanze del riposo, della fame… il tono dell’umore si ristabilisce immediatamente ed è più facile guardarsi intorno ed avere un reale quadro della situazione.

Ho scoperto al culmine della mia meraviglia che ero stremata e questo distorceva completamente il mio punto di vista delle cose. La stanchezza genera morbosità varie, abitudini nocive. Si tende a non allontanarsi da ciò che ci fa stare male, nonostante si riconosca che è così. Si accettano compromessi che ci tolgono ancora più energie, ci si appoggia a persone che non ci danno la giusta considerazione… come se non meritassimo di meglio.

 

Ed invece meritiamo di meglio, tutto il meglio, fin dove il nostro pensiero riesce a spingersi arriva il limite-non-limite di ciò che meritiamo. 

 

Quindi ho fatto un passo. E chissà dove poggerò i miei piedi domani. Intanto in Serendipity, poi… vi invito a stare con me nell’attraversamento dello spartiacque, e vederlo insieme.

L’avanzata della rivoluzione del cuore: scegliersi, riscegliersi e convivere serenamente

Erano giorni che mi giravo e rigiravo come un insonne del tempo, alla ricerca di mille ‘perché’ e ‘per come’. Consapevole, dentro di me, da qualche parte, che qualcosa mancava ed era da rimettere a posto. Completamente all’oscuro da dove cominciare.

Le risposte tuttavia salgono sempre in superficie, persino quando hai una domanda muta.

http://vignette1.wikia.nocookie.net/nonciclopedia/images/4/4a/Pesce_rosso_con_guance_gonfie.jpg/revision/latest?cb=20130924082724

Se nei giorni scorsi guardavo alle ultime cose accadutemi e mi domandavo se volevo essere questa persona, plasmata dagli eventi fino ad essere un po’ diversa intimamente, un po’ più dura e trincerata (e mi rispondevo di no, poi di no e poi categoricamente di no), l’altro ieri ho avuto il pieno quadro generale.

Certi eventi segnano turning point importanti ed indissolubili, inignorabili, nel corso del nostro fantasioso narrato simbolico. Ne deriva che certe verità non si possono ignorare.

Io non sono quella persona. Io non voglio questo. Basta. Ancora. Per sempre.
Direzioni importanti che vengono dal punto più profondo di noi, così profondo da non sapere dove collocarlo in questo infinito universo.

Il momento migliore per cambiare? Questo.
La persona migliore che puoi essere, sei semplicemente tu.

Per ognuno è diverso. Ad ognuno di noi è presentato il proprio conto. Lo si paga a rate o in un’unica soluzione.
Si cambia, si resta i soliti illudendoci di cambiare, ci si travisa, ci si accetta… ciascuno fa il suo corso, mossi dai più svariati moventi.

Un grande movente può essere la paura, ad esempio. La paura rompe gli indugi o paralizza, piega a scelte di comodo e a quelle famose comfort zones che alla fine tanto comfort poi non sono.
Perché non cambi lavoro? Perché magari non trovo altro, per paura di perdere il famoso posto fisso, perché non so se mettendomi alla prova potrei fallire…
Perché non lasci la persona con cui stai, se non la ami, se non pensi di avere un futuro con lei, se non ci stai bene? Per paura della solitudine, di non trovare di meglio, perché poi in fondo posso farmi andare bene questa situazione così…
Un perché per ogni scarpa.
Cadiamo vittime della paura, è indubbio. A tutti è capitato di avere il respiro mozzo per paura del mondo che sicuramente a momenti franerà addosso a noi, soffocandoci. E poi… non succede, e anzi attorno a noi compaiono nuovi spazi da riempire di colori e di aria nuova. Ci sentiamo rinascere. Ciò che vogliamo (o quanto meno un universo sconfinato di possibilità, al minimo-minimo 🙂 ), in linea di massima, è dall’altra parte del grande salto oltre la nostra paura.
Tutto molto bello, allora pronti a prendere fiato e saltare? Ma no, che paura…

Ma ad ogni modo, io non sono quella persona.
E’ fantastico, lo vorrei ripetere mille volte urlandolo nelle piazze della mia città, prendere a braccetto un passante per condividere l’enorme, immenso, straripante senso di liberazione che questa scoperta mi ha regalato. ‘Ciao tizio! Sì, volevo parlare proprio con te! Balla con me! Sai, io non sono quella persona!! Io – non sono – quella – personaaaa!!!’. Lo farò, sì, sì, giusto un attimo prima di essere portata via dalla Neuro.
Io ho bisogno di essere il mio cuore.
– Momento di silenzio che segue la frase ad effetto. –
Ho bisogno di essere il mio cuore.
Ho bisogno di esserlo in modo importante attraverso ogni fibra del mio essere, senza misura e senza costrizione. Soprattutto, senza dovermi sentire in colpa perché sento così.

Il cuore alla fine funziona come un muscolo, come il cervello o qualsiasi altro organo: se non lo usi, è meno abituato a funzionare.
Con me l’anatomia ha perso la testa: sono tutto cuore, mi batte dappertutto, diceva Vladimir Majakovskij, e probabilmente pensava anche a me.

Accidenti a me che prendo strade strane e mi ritrovo lontana da me! Risultati immagini per sono fuori di me e sto in pensiero perché non mi vedo tornare Se ho un pregio è quello di essere entusiasta, e trasmettere amore e passione in ciò che faccio. Per il resto, non sono un asso speciale in nulla.
Al netto delle mie riflessioni, ho capito questo allora. Di volere sempre più vita. Un sacco ancora di più viaggiare, incardinare le idee che da tempo vagano nella mia mente, e che piano piano sto plasmando con le mie mani, continuare nel mio incasinato piano infinito. E ci credo che non vengo consigliata a volte (Mamma), qui già ci penso da sola a mille cavalloni, mille soluzioni, mille capovolgimenti. Sono abitata e costantemente conturbata da un ciclo rigenerativo naturale, che fa allegramente tutto da solo.

Forse ero in cerca di una figura d’ispirazione. In sua mancanza, per adesso mi propongo io. E vediamo cosa mi riesce fare.

Chi ha voglia di lanciare il suo cuore davanti a sé, è arruolato per fare la rivoluzione del cuore.

 

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