Bridget Jones? Come dovrebbe finire la vita di tutti noi

… e come (tutti speravano) fosse chiaro sarebbe finita.

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Sono stata finalmente a vedere il tanto atteso terzo capitolo di Bridget Jones!

Quello in cui Bridget sfiora il lieto fine restando incinta di… Darcy… Jack… Darcy… Jack… Ah sì, perché la colpa, ovvero sia la paternità, non si sa di chi è. Fino a… no, non vi dico nulla, lo dovrete proprio guardare! 😏

All’appello più rughe che capelli in testa. Si salva giusto quel perfetto adone di Patrick Dempsey, che incurante di aver lasciato Meredith e prole (Grey’s Anatomy 😂) pensa bene di andare a mettere il suo zampino nella coppia più scollata delle commedie d’amore.

// Fra parentesi: Popolo Femminile!! La scena della tenda al festival!! 😱😍 \\

Ad ogni modo. Esco dal cinema con gli occhi a cuore e la sicurezza che tutto andrà bene, che il mio principe azzurro mi farà salire sul suo cavallo bianco e cavalcheremo insieme verso il tramonto, o poco ci manca. (Ti prego Princy, fallo! Giuro che ne ho bisogno! E subito magari!! Quanto prima!! Che qui si invecchia ed il bianco sbatte con le rughe…) E mentre torno a casa mi imbatto in un gruppetto di giovanissime prostitute. Avranno avuto venti anni a dire tanto. Mi si spegne la luce e pure la magia.

Così mi ritrovo a riflettere che le cose che ho sbirciato sul grande schermo e che spero riempano la mia vita non sono affatto scontate e non lo sono per tutti.
Mi ha colta un’improvvisa tristezza.
Ed anche adesso, seduta sul letto a scrivere questo articolo, mi balla nella testa questa idea fredda. Ho un po’ di amaro in bocca, ma voglio continuare a credere nelle favole e crederci sempre. Voglio continuare a credere fermamente che possa essere tutto bellissimo.


Prima al cinema mi sono ricordata quella poesia di Frida Kahlo…

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie
che ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia.

Ecco, voglio tutto questo, e tanto ancora di più. Ad libitum.

Per sempre

Quanto è importante la prima impressione? Quanto indelebile sarà il segno lasciato da ciò che avevamo addosso, il modo in cui portavamo i capelli e se sfoggiavano un sorriso? Sfido chiunque a non averlo pensato almeno una volta, magari prima di un incontro importante…

È incentrato proprio su questo il corto di nove minuti che il regista Paolo Genovese (del quale ricordiamo il geniale Perfetti Sconosciuti) ha realizzato per Twinset e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia quest’anno.

L’incontro di tre amiche (Giulia Bevilacqua, Chiara Mastalli e Claudia Potenza) che tra ironia e complicità svaligiano l’armadio in cerca del look giusto. Scena già conosciuta da ogni donna all’ascolto! Tra una chiacchiera e l’altra vengono fuori scenari già visti nella vita di tutti noi, confidenze più di una volta fatte o ricevute, quadri familiari di paure e speranze.

twinset

Ho apprezzato particolarmente il messaggio positivo: i colori accesi, la forza di rialzarsi e ricrearsi partendo da sé e dall’amore.

Mi hanno colpito anche particolarmente le parole di Genovese: ‘Volevo raccontare una storia bella e radicata nella società. Volevo che il vero protagonista fosse un piccolo film capace di scaldare i cuori’.

Il mio sicuramente l’ha scaldato.

Per sempre.

IL CORTO.

IL BACKSTAGE.

 

Predestination, decisamente da vedere!

L’avete visto?

Vi confesso che a dire la verità non ho ben capito se è già uscito nei cinema o se ancora è ‘in fase di’!

Io l’ho visto l’altra sera in streaming [qui]. Il link è in inglese, ma per i meno esperti ci sono i sottotitoli in italiano!

Niente spoiler per adesso, quindi potete stare tranquilli: non vi rovinerò il film se leggete oltre.

Un quadro generale: viaggi nel tempo, un terrorista che programma attacchi dinamitardi ed una task force, alla fine un singolo agente, che cerca di fermarlo.

Ovviamente non è ‘tutto qui’ e mentre la pellicola si svolge e riavvolge come le spire di un serpente, vi prometto che perderete l’orientamento.

Il protagonista è Ethan Hawke, sempre di spessore, che io adoro già dal lavoro con Richard Linklater.

Scritto e diretto dai fratelli Michael e Peter Spierig, registi factotum con pochi titoli nel curriculum, ma molte promesse.

La scelta della sceneggiatura lascia a bocca aperta fin dalla prima metà del film, congelandoti sulla poltona a chiederti: “Ok, e quindi?”. Il tratteggio psicologico ha un qualcosa di meraviglioso e rende un capolavoro una trama di per sé semplicissima.

Due righe quanto al soggetto, si tratta di un adattamento di Tutti i miei fantasmi (All You Zombies…), 1959. L’autore è Robert A. Heinlein, noto scrittore di fantascienza statunitense, dalla notevole produzione.

Infine, attenzione ai particolari!

I particolari qui sono metà della bellezza, e vi parlo di minuzie scenografiche, particolari di trama, scelte di dialoghi… tenete gli occhi aperti 🙂

Predestination vi lascerà dentro qualcosa. Tante domande o una profonda chiarezza… questo sta a voi, a me ha lasciato una sensazione potente di dolcezza. In un certo senso Jane, John l’ho amato anche io.

Guardatelo, guardatelo, guardatelo!

I Guardiani della Galassia: quando la Marvel ha tutto un altro ritmo!

Qualche giorno fa sono andata a vedere al cinema l’ultimo pargolo Marvel, aspettandomi il tipico botte e schianti in chiave ironica Ironman style.

E invece… un film!

Un film iniziato e finito, completo di COLONNA SONORA.

Ma stiamo scherzando?!

Ora, a parte gli scherzi, io al cinema guardo di tutto e critico poco a priori. Soprattutto, guardo con affetto al genio della Marvel.Sono cresciuta con Spider man, mi sono innamorata di Ironman e vedere il potpourri degli Avengers mi ha decisamente fatto correre un brivido sulla spina dorsale.

Nonostante questo, i Guardiani della Galassia sono stati una piacevole rivelazione.

Ci sono un pò di differenze con la storia originale del fumetto, e non vi dico di più per non rivelare niente a chi non l’avesse visto, ma è entusiasmante ed estremamente divertente. Estremamente.

Vi lascio con l’Awesome Mix Vol. 1

Blue Swuede – Hooked on a Feeling – 2:48
Raspberries – Go All the Way – 3:10
Norman Greenbaum – Spirit in the Sky – 3:57
David Bowie – Moonage Daydream – 4:47
Elvin Bishop – Fooled Around and Fell in Love – 4:35
10cc – I’m Not in Love – 6:10
The Jackson 5 – I Want You Back – 2:59
Redbone – Come and Get Your Love – 4:27
The Runaways – Cherry Bomb – 2:19
Rupert Holmes – Escape (The Piña Colada Song) – 4:34
Five Stairsteps – O-o-h Child – 3:11
Marvin Gaye & Tammi Terrell – Ain’t No Mountain High Enough

E… con un frammento! [spoiler]

Castello Cavalcanti, firmato Wes Anderson

Castello Cavalcanti è uno short film del 2013, scritto e diretto da Wes Anderson.

Protagonista è  Jason Schwartzman, attore che ha già lavorato in molti film con Anderson, nei panni di un pilota di Formula 1 che rompe la sua auto in un paesino italiano.

Il corto dura 8 minuti appena ed è stato girato a Cinecittà, Roma e finanziato da Prada.

Debuttò al Roma Film Festival e fu reso disponibile on line nel novembre 2013, diventando ben presto virale.

Anderson fa dei riferimenti piuttosto evidenti a dei classici della filmografia italiana, specialmente riguardo a Federico Fellini: la Dolce Vita (1960) e Amarcord (1973).

Personalmente adoro il suo lavoro, dai film (Il treno per il Darjeeling, i Tenenbaum, Moonrise Kingdom…) ai corti, come questo e Hotel Chevalier. Adoro le scelte della fotografia, scenografiche, i tagli, ed esco di testa per la psicologia controversa dei suoi personaggi.

Quanto al team di attori con cui abitualmente lavora, nella lista compaiono vari fra i miei preferiti, uno su tutti Bill Murray.

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Mi perdo nell’atmosfera dei suoi film come in una favola… ecco, secondo me l’aspetto definitivamente vincente dei suoi film è l’atmosfera.