Tatuarsi una tartaruga

 

Tatuarsi significa imprimere sulla propria pelle un marchio che non andrà via facilmente, quindi è bene scegliere con calma e attenzione.

Oggi parliamo di cosa può significare tatuarsi una tartaruga

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Il simbolo chiamato Hunab Ku viene generalmente associato al dio sole della cultura Maya, e simboleggia l´equilibrio e la vita (ricorda molto in questo il simbolo dello Ying e Yang, di cui richiama anche l´aspetto).master20oogway

La tartaruga, grazie alla sua longevità e lentezza viene invece spesso associata alla ponderatezza e quindi alla saggezza. E´ anche un simbolo dei viaggiatori per le lunghe distanze che percorre in mare.

 

La mitologia greca spiegava la genesi dell’animale con la leggenda della ninfa Chelone, dalla quale la tartaruga prenderà anche il nome. Ella, avendo osato deridere Zeus ed Hedra, proprio il giorno delle nozze, era stata punita dagli Dei infuriati che l’avevano precipitata in mare e condannata a recare sul dorso la propria casa, fino alla fine dei tempi. Parlando in termini reali, la tartaruga è un animale in grado di proteggersi da ogni attacco esterno e rappresenta una forza nascosta. Assomiglia un poco all’antichissimo silenzio della vita, che in caso di pericolo sa sempre rifugiarsi in sé.

L’uso del guscio come culla o come vasca da bagno era ritenuto, nel IV e III sec. a.C., efficace contro le malattie infantili.

Nell’antica Cina la Terra veniva considerata come poggiata sulla schiena di una tartaruga marina di dimensioni cosmiche, a garantire magicamente la stabilità del cosmo.

Storicamente, Plinio, ci informa della presunta facoltà della chelonia, occhio della tartaruga indiana, di rendere profeta chi la teneva in bocca. E tutto ciò incrementò una cospicua importazione di tartarughe dall’Asia e dall’Africa, dove l’animale era cacciato ma, anche per questo, considerato sacro.

La tartaruga è uno dei cinque animali sacri e può avere cinque significati diversi:Cina002
Protezione,
• Saggezza, data la sua lentezza,
• Longevità e Immortalità,
• I Cieli (il carapace) e la Terra (il piastrone),
• La Madre Terra.

Personifica il Nord, l’Acqua e l’Inverno: lo “Yin compiuto”. Per la sua invulnerabilità, è il simbolo dell’ordine immutabile.
Rinomata per la sua memoria e fedeltà, la tartaruga è simbolo per eccellenza di longevità, sia per il suo ‘prendersela con calma’ – principio base di molte tecniche di lungavita – sia perché la sua forma corporea esprime l’unione armonica tra il cielo e la terra.

Nelle descrizioni giapponesi, la tartaruga era spesso associata alla cicogna, come simboli di felicità e fortuna, perché, anticamente, una coppia di amanti si era trasformata in questi animali per raggiungere il Regno degli Immortali. Minkgane era la millenaria tartaruga messaggera delle divinità ed aveva i sei segni sacri roku-jo, simboleggianti amicizia, fedeltà, carità, sincerità, contemplazione e saggezza, riconoscibili sulle linee del guscio, le cui celle esagonali erano stilizzate nel kikko, uno dei motivi più antichi usati dai samurai per ornare le vesti.

Nell’antichità europea, a causa delle sue numerose uova, la tartaruga veniva considerata il simbolo della fertilità; per il suo “contegno silenzioso” era il simbolo dell’amore pudico, mentre la sua lunga vita ne faceva la quintessenza della vitalità. L’animale “che vive nella melma” era anche il simbolo dell’attaccamento alla terra ma, poiché col suo guscio si poteva fabbricare uno strumento musicale a sette corde (nell’inno omerico Ad Hermes, si canta l’invenzione della Lira da parte del dio che, precocissimo neonato, adattò le corde al carapace di una tartaruga, per utilizzarlo come cassa di risonanza, donandolo poi al dio Apollo) era anche in grado di rallegrare il cuore. La funzione protettrice del suo guscio era già nota nei riti magici dell’antichità come difesa dalla grandine e dagli incantesimi. tartarughe-586x423

In Mongolia, una credenza locale vede la fine del mondo come il momento in cui il Sole, avvicinandosi alla Terra, indurrà la tartaruga che la sorregge, a rigirarsi per il troppo calore.

Nell’arte e nella mitologia dell’antico Messico le tartarughe marine erano le cavalcature di mitici antenati. Presso le etnie dei Dogon e dei Barbara, in Africa, la tartaruga era il simbolo della volta celeste, di potenza, saggezza e avvedutezza ed era quindi tenuta in grande considerazione; in alcune aree del Camerun, gli “sgabelli di giustizia” erano a forma di tartaruga, perché si ritenevano così in grado di smascherare le bugie dell’interrogato, un mezzo per giungere alla verità.

Capace di fuggire ai pericoli del mondo rintanandosi all’interno del suo guscio, la tartaruga è un animale nel quale in molti si identificano.
Ma è anche un animale che simboleggia la calma ed il procedere per gradi. Allo stesso tempo simboleggia il coraggio, perché per raggiungere i propri obiettivi la tartaruga deve necessariamente uscire dal guscio ed affrontare il mondo.

Per gli Indigeni del Nord America la tartaruga è uno dei più antichi simboli sacri. 
Le antiche leggende, infatti, vedono il Nord America come un pezzo di terra adagiato sul carapace di un tartaruga gigante. Tutt’oggi si pensa che la causa dei terremoti sia proprio il movimento della tartaruga, in questo modo il Nord America ancora oggi è chiamato dagli Indigeni ‘Turtle Island’, l’Isola Tartaruga.

 

 

La tartaruga che mi sono tatuata io è il risultato della mia penna su un tribale standard: qui il guscio è formato da due chiavi di basso intrecciate.

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Perchè le due chiavi di basso? Mi è stata più volte fatta questa domanda, cercherò di spiegarlo adesso.

Mi è da sempre piaciuto l’intreccio che si creava dalle due chiavi di basso girate l’una verso l’altra che mi ricorda molto un tao,  l’equilibrio fra gli opposti.
Il modo in cui le ho disegnate richiamano anche un pò il simbolo dell’infinito e due onde,  movimento.

Il basso tiene, assieme alla batteria, il ritmo di una canzone. Nel mondo in cui viviamo tutto attorno a noi è onda, l’universo stesso ha un suono percepibile e registrabile.

 

Che dire ancora? Affidatevi a mani esperte, perchè un bel tatuaggio è sempre bello da vedere ma uno brutto vi può rovinare. Quindi non fatevi mettere “l’inchiostro addosso” da persone di cui non vi fidate e che non sapete come tatuano.
Il tatuaggio è un’arte, ma a praticarlo ci sono anche tanti cialtroni!
Meglio di tutto, inutile dirlo, sarebbe avere la fortuna di conoscere un bravo tatuatore, innanzitutto perchè così vuol dire conoscere come lavora e poi perchè la valenza di ciò che state facendo cambia: non soltanto state imprimendo un simbolo sulla vostra pelle, state anche creando un legame con chi ve lo fa.

 

Con questo tatuaggio volevo imprimermi addosso l’apertura alla vita e a tutta la sua bellezza, spero di aver reso l’idea.

Quando la barba non annoia

Oggi parliamo di BARBE

Lo spunto mi è venuto da un avvocato che vedo tutti i giorni e che ultimamente si è fatto crescer una bellissima barba.

Dovete immaginare una persona signorile, sempre ordinata ed elegante, dai modi deliziosi, ed in questo contesto quella barba è un qualcosa di azzeccatissimo e meraviglioso. Gli dona un’ulteriore accezione di vissuto, gli aggiunge un’aurea di saggezza.

Descrivo una di quelle persone dalle mani perfette, curate ed espressive e dall’innegabile fascino, cultura ed umorismo. Che altro? Un vero cavaliere.

Aimè, purtroppo di uomini così ce ne sono troppo pochi, e dopotutto qualche difetto devono pur averlo! Che so… magari gli puzzano i piedi, ha un brutto odore… di sicuro bacia male! 🙂

Ma veniamo a noi e alle barbe, sono davvero loro a donare questo alone di mistero? Sempre più uomini la portano, ma sospetto che in molti casi sia una questione di incuria o di trascuratezza consentita.

Ad ogni modo, ben venga il viso coperto se l’effetto è questo!

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o questo 🙂

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E d’altro canto, come ‘dice il saggio’…

Chi ha la barba è più che un giovane, e chi non ha barba è meno che un uomo.

/ cit. Shakespeare

… e chi sono io per smentire voci ben più autorevoli? 🙂