Un po’st scrauso

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agg. (fam.) Brutto, di aspetto sgradevole; di qualità scarsa, scadente, fuori moda.

Neologismi, 2019

«”Scrauso” significa propriamente “di scarso valore” ed è attestato per la prima volta nel 1527 nella confessione autografa di una strega del contado romano, Bellezze Ursini da Collevecchio. Solo da pochi anni questo termine è riemerso nell’uso dei “coatti” della periferia romana.»

Nel 1992 l’Accademia degli Scrausi, un gruppo di giovani linguisti della Sapienza Università di Roma, ricostruiva così la storia del termine “scrauso”, antica voce d’area romanesca. Proprio in quegli anni la parola aveva ripreso a circolare nel linguaggio giovanile a Roma, e negli anni successivi il suo uso (in contesti colloquiali e familiari) si è esteso anche fuori della Capitale.

Grazie alle perle quotidiane di @treccanigram e a mia madre, che ha sempre usato l’italiano tutto, facendo sì che oggi guardando una cosa scadente io la riconosca come ‘scrausa’.

Appuntamento col mistero: libri al buio

       Comprare libri al buio? Perché no!

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In fondo quante volte abbiamo comprato un libro perché ci eravamo innamorati della copertina o del titolo, scoprendo soltanto dopo se si tratta di un colossale buco nell’acqua o di una storia mozzafiato…
Ora, questo è un genere di mistero indubbiamente diverso, ma in fondo anche un po’ simile, e come mi suggerisce il correttore: possibile! Sicuramente per noi che andiamo in giro con lo zucchero nelle tasche, pronti a meravigliarsi e a cogliere spunti.

Non vi stupirà quindi leggere che non appena ho visto questa iniziativa alla Feltrinelli Red sono letteralmente impazzita: occhi a cuore, da grande voglio fare la lettrice di libri casuali incartati nel cartone, Babbo Natale ti volevo giusto dire…
Ed ecco fatto.

Indago. Scopro quindi che l’iniziativa è nata a dicembre 2015 nella Feltrinelli di Cosenza sulla falsa riga di quella di una catena di librerie indipendenti australiana – la Elizabeth’s Bookshop – ed è poi stata ripresa dagli altri punti vendita di tutta Italia.
Lo slogan italiano: ‘Non giudicare un libro dalla copertina. Lasciati incuriosire da poche parole e brevi frasi‘.
Il progetto australiano: Blind date with a book, appuntamento al buio con un libro.
Parole diverse per la stessa sostanza.

Vi farete conquistare? O continuerete a giudicare un libro dalla copertina? 😏😂

Ascolta il tuo cuore. Esso conosce tutte le cose, perché è originato dall’Anima del Mondo, e un giorno vi farà ritorno.

“Il cuore è traditore,” disse il ragazzo all’Alchimista, quando si fermarono per fare riposare un po’ i cavalli. “Non voglio che continui a parlare.”
“E un bene,” rispose l’Alchimista.
“E la prova che il tuo cuore è vivo. E naturale aver paura di scambiare per un sogno tutto ciò che si è già ottenuto.”
“Perché, allora, devo ascoltare il mio cuore?”
“Perché non riuscirai mai a farlo stare zitto. E per quanto tu finga di non ascoltare ciò che dice, sarà sempre nel tuo petto e continuerà a ripetere quello che pensa del la vita e del mondo.”
“Anche se è traditore?”
“Il tradimento è il colpo che non ti aspetti. E se tu saprai conoscere bene il tuo cuore, esso non te lo darà mai. Perché conoscerai i tuoi sogni e i tuoi desideri, e saprai fronteggiarli. Nessuno riesce a sfuggire al proprio cuore. Quindi è meglio ascoltare ciò che dice. Perché non si abbatta mai quel colpo che non ti aspetti.”
P. Coelho – L’alchimista

 

50 sfumature di… cinema

50 sfumature di grigio. Avete presente il tormentone dello scorso inverno firmato E. L. James.?

Siete state fra le infatuate di Mr Grey? O avete resistito, al grido di quanto sia leggerino, prevenute circa tutte queste storie che fanno tanto successo in poco tempo, decise a distinguervi dalla massa di donnicciole che sbavava sulle pagine dell’ultima storia d’amore in libreria?

Mi riferisco a voi, amiche mie, perchè di sicuro non è materia per maschietti questa. Il punto di vista femminile del libro stavolta è decisamente la chiave della sua riuscita. Abbiamo fra le mani un libro colmo di emozioni profonde a livello emozionale e sensuale che se vi lascerete corteggiare, vi risalirà la spina dorsale come un brivido e finirà per insediarsi nel cuore. Perché non ci illudiamo: stiamo parlando di una storia d’amore. Dopo un primo momento di grido allo scandalo per il contenuto che doveva essere in tema di sesso estremo, si scopre che quella che ci rifila l’autrice è niente altro che una storia d’amore a tutti gli effetti. Con una vita sessuale, sì… creativa, e probabilmente fuori dagli orizzonti di molte coppie. Ma col passare del tempo la vaniglia è sempre più presente, si lascia campo libero a risate e sboccio di sentimenti, sbrogliamo i tormenti dell’animo del bellissimo Mr Grey, che se oggi appare infallibile, ancora cela nei suoi grandi occhioni il bambino spaventato che era e tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare. Un cavaliere in armatura, ma all’interno tanto fragile.

Ecco che si raggiunge l’equilibrio, e se alla fine del Grigio Anastasia lo lascia, alla fine del Nero lo sposa e alla fine del Rosso li guardiamo soddisfatti nella casa di campagna con il secondo figlio in arrivo.

Una storia più o meno normale, se togliete il fatto che lui è un maniaco del controllo dio del sesso straordinariamente ricco che ha avuto un’infanzia da incubo ed una vita interessantemente sui generis. Tolti questi dettagli, abbiamo fra le mani una normalissima coppia che inizia a frequentarsi, si conosce, impara a coesistere e a costruire.

Bene, ed è a brevissimo il signor Cinquanta Sfumature e signora si trasferiranno sullo schermo. Ho visto il trailer. E fra poco vomito.

Ma stiamo scherzando?

Se qualcuno di voi ha visto Californication, la mia reazione si può assimilare a quella di Hank Moody riguardo all’adattamento cinematografico di ‘Dio ci odia tutti’.

E ripeto: ma stiamo scherzando?

Mi  trasformi questa suadente vibrazione cerebro sessuale nella storia insipida su schermo di una ragazzina con le occhiaie ed i capelli tagliati male ed un ex giocatore di football del liceo con gli occhi storti e un pò ottusi?

Per non parlare della recitazione che per qualità fa concorrenza a quella di un corto amatoriale post adolescenziale.

Mi domando come può essere possibile una cosa del genere. Ma già, vale la regola che se hai amato il libro disprezzerai il film. Aspetta, chi l’ha fatta questa regola? Ho amato tanti adattamenti  cinematografici di libri che adoravo, per dirne una Memoria di una Geisha, o Fight Club.

C’è una bella differenza fra fare un bel lavoro, cambiando la chiave di comunicazione ma mantenendo il valore del messaggio, e un polpettone diabetico e tirato là per fare un pò di audience sugli schermi!

Insomma se ero tanto curiosa di vedere l’animazione della trilogia che quest’inverno mi ha ingarbugliato le viscere nel basso-ventre, adesso al solo vederne un assaggio ne sono schifata. E dire che ci voleva così poco per fare un ottimo lavoro… uff! -.-

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E venne chiamata Due Cuori

Ciao a tutti, oggi parliamo di Marlo Morganmarlo-morgan-sazleri

l’autrice statunitense di ‘E venne chiamata Due Cuori’ (in originale ‘Mutant Message Down Under’)

Il libro vorrebbe narrare la sua esperienza personale di un viaggio con la popolazione aborigena nell’Outback australiano.

In questo libro magico e coinvolgente l’autrice dopo venticinque anni di carriera medica intraprende suo malgrado un viaggio che finisce per cambiarla profondamente. Si affrontano temi importanti, dando un profondo valore al bagaglio culturale degli Aborigeni e mettendolo in relazione al nostro per mostrarci quanto troppo spesso riusciamo ad essere ciechi.

Successivamente, sono venuta a sapere che la pubblicazione fu oggetto  di molte contestazioni.

Addirittura quando nel 1996 La United Artists acquistò i diritti del libro per trarne un film, otto aborigeni ‘anziani’ partirono per gli Stati Uniti per impedire la realizzazione del film, sostenendo che il libro contenesse  falsità e propositi razzisti.

La spedizione ottenne il risultato sperato e il film non fu mai prodotto, la Morgan si scusò con gli Aborigeni a mezzo del Weekend Australian, e a noi rimase un dubbio: quanto di ciò ha scritto è reale e quando è finzione?

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Pare che questo viaggio di fatto non sia avvenuto, anche per le monte incongruenze del racconto, per esempio gli aborigeni non si dipingono il corpo con disegni di fiori o animali, non usano piume di pappagallo come ornamenti per i capelli, non hanno braccialetti piumati o piatti sul petto realizzati con pietre e semi, non trasportano con loro pelli, strumenti musicali, utensili da cucina e altra attrezzatura e soprattutto nessun aborigeno sprecherebbe mai acqua del deserto per cuocere del cibo.

Ma allora il romanzo perde tutto il suo fascino? Tutto sommato non credo. Leggendo quelle pagine io ho sognato, mi sono persa in quell’atmosfera sospesa e nonostante possa essere inventato, mi ha dato qualcosa. Alla fine credo che il valore delle cose non si decida solo per un etichetta. Da bambina ho letto molte favole in cui c’erano streghe, maghi, cavalli alati e orchi e non per questo sono state meno importanti per me. Ora, non che sia la stessa cosa, ma ritengo che nonostante tutto E venne chiamata Due Cuori sia stato a suo modo importante per la mia crescita come persona, e ve lo consiglio.

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