Expanded Eye, far di se stessi un’opera d’arte

Il periodo di massimo splendore del cubismo era nei primi anni del ventesimo secolo, lo abbiamo letto tutti fra i banchi di scuola…

Sto forse cercando di propinarvi una noiosa visita al museo?

In barba ad ogni luogo comune sull’arte del passato, ci sono due persone che ancora oggi tengono vivi quegli ideali e li fanno rivivere usando la pelle come tela.

Avete capito bene, parliamo di tatuaggi cubisti!

Sempre più persone hanno un disegno sulla propria pelle (per non dire due, o tre), Jade Tomlinson e Kev James hanno dato vita al progetto Expanded Eye, e da Lisbona creano delle vere e proprie opere d’arte personalizzate.

Per farlo, pongono l’attenzione sulla storia di ognuno. Ed è così che i tatuaggi diventano unici ed intimi, disegnati su misura.

Passioni, scelte di vita, affetti… si dice che si porti tutto sulla nostra pelle, così questa frase assume un senso in più.

juliane_low_res600_2048Juliane Low – la lontananza da casa, una località di mare, e dalla famiglia

Se ci pensate, il tatuaggio nasce nelle culture proprio come un segno passaggio, un testimone della propria crescita personale o un modo di evidenziare una determinata caratteristica (forza, coraggio, senso della famiglia). I marinai si tatuavano ricordi di casa, o dei loro viaggi, e li consideravano dei porta fortuna.

A me piacciono davvero tanto, sarei curiosa di vedere cosa viene fuori dalle loro menti, il disegno che mi rappresenta… un modo curioso di specchiarsi in sé, no?

I due inglesi, nati come illustratori, oltre ad essersi reinventati come tatuatori vestono i panni di artisti a tutto tondo e dal sito propongono un giro fra i loro dipinti, le installazioni ed i lavori su ceramica.

Dalla sezione blog inoltre potrete restare sempre informati sui loro spostamenti e non perdervi nessuna grandiosa novità.

➡️ Voglio saperne di più!

Dal rinascimento alla rinascita della moda: Pitti 2017

La culla del Rinascimento, capitale d’Italia, capitale della moda, Firenze è da sempre conosciuta nel mondo in molti modi. Parlandone bene per lo più, male qualche volta… ma pur sempre parlandone.

Se negli anni scorsi la perla del centro Italia con i suoi palazzi graziosi, le cupole in miniatura ed i giardini, sembrava spegnersi in virtù di una trasformazione sempre più calzante in una cartolina 3d per turisti, e gli eventi che l’avevano resa eccellenza nel mondo andavano diradandosi sotto la gestione sconsiderata di governanti abituai a ‘campare di rendita’ sulle glorie passate, quest’anno Firenze ci fa ricredere con un’edizione spumeggiante e colorata di uno dei suoi cavalli di battaglia: Pitti.

La nota manisfezione di moda prende campo per le strade, animando di musica e vita ogni locale e negozio del centro, punteggiata da eventi d’eccezione come la sfilata di Gucci nel Corridoio Vasariano che precede ogni altra iniziativa in un’esplosione di meraviglia, la fedele festa privatissima ed esclusiva di Luisa Via Roma, Hugo Boss che trasforma l’ex Manifattura Tabacchi in un serraglio incantato di luci e lanterne.


Rispolverati i punti più belli e meno calcati, come la terrazza della loggia del Porcellino, Palazzo Pitti, la loggetta del Piazzale Michelangelo, le fontane e le piazze stesse per happening itineranti.


Come una sorta di scintillante carnevale, o di circo danzante, questa nuova edizione di Pitti arriva per le strade prepotentemente, decisa a non cedere il passo e sfigurare di fronte a quanto proposto a breve da Milano e le altre capitali del lusso.

Per me e per tutti fiorentini che ogni anno si vedono invadere da strane creature abbigliate in toni e tagli sgargianti, quest’anno per la prima volta è stato inebriante e kaleidoscopico!

Un Pitti da ricordare, sicuramente, ed ancora per pochi giorni da non lasciarsi scappare 😏

Yelp – ieri, oggi, domani.

Sono arrivata su Yelp come chiunque io conosca… per passaparola! Finisce che un amico ti scrive di aver conosciuto questa piattaforma ‘ganza’ da un altro suo amico, e… in un attimo stai arredando il tunnel a colpi di forchetta!
Ma che dico, a colpi di mostre, merende, giardini, supermercati, il lattaio all’angolo, l’area cani dove porti il tuo amico a quattro zampe…
Venivi accolto da un team di benvenuto di tutto rispetto, con migliaia di input da ogni lato, gente estranea che ti contattava da ogni lato FELICISSIMA di conoscerti e coinvolgerti… vuoi fare una recensione? Belle le tue recensioni! Fantastiche le tue foto!
Devo ammettere che inizialmente ho avuto paura di aver preso contatti per errore con un’organizzazione motivazionale, tipo ex alcolisti anonimi… poi mi sono resa conto che tutti qui dentro erano perfettamente amichevoli anche col bicchiere, e conoscendo i miei nuovi amici da evento ad evento, ho capito che erano semplicemente tutti molto entusiasti.

POV 3 😏☀

Appuntamento col mistero: libri al buio

       Comprare libri al buio? Perché no!

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In fondo quante volte abbiamo comprato un libro perché ci eravamo innamorati della copertina o del titolo, scoprendo soltanto dopo se si tratta di un colossale buco nell’acqua o di una storia mozzafiato…
Ora, questo è un genere di mistero indubbiamente diverso, ma in fondo anche un po’ simile, e come mi suggerisce il correttore: possibile! Sicuramente per noi che andiamo in giro con lo zucchero nelle tasche, pronti a meravigliarsi e a cogliere spunti.

Non vi stupirà quindi leggere che non appena ho visto questa iniziativa alla Feltrinelli Red sono letteralmente impazzita: occhi a cuore, da grande voglio fare la lettrice di libri casuali incartati nel cartone, Babbo Natale ti volevo giusto dire…
Ed ecco fatto.

Indago. Scopro quindi che l’iniziativa è nata a dicembre 2015 nella Feltrinelli di Cosenza sulla falsa riga di quella di una catena di librerie indipendenti australiana – la Elizabeth’s Bookshop – ed è poi stata ripresa dagli altri punti vendita di tutta Italia.
Lo slogan italiano: ‘Non giudicare un libro dalla copertina. Lasciati incuriosire da poche parole e brevi frasi‘.
Il progetto australiano: Blind date with a book, appuntamento al buio con un libro.
Parole diverse per la stessa sostanza.

Vi farete conquistare? O continuerete a giudicare un libro dalla copertina? 😏😂

E tu, sei influencer o influenced?

Quante volte avete sentito dire la parola ‘influencer’ senza tanto soffermarvi a pensare a cosa significhi in effetti esserlo? Vi è capitato?
O siete dei fortunati che ancora brancolano nel buio circa food bloggers, fashion bloggers, youtubers e snapchatters? Fortunelli, sto per rovinare la vostra tranquillità introducendovi in quel meraviglioso mondo in cui ognuno imperversa sui social dicendo la sua.
O meglio: vi presento gli Influencers!

In parole poverissime si tratta di una nuova forma di marketing ‘propinata’ da utenti con una certa visibilità. 

Questo significa che ovviamente data la possibilità di comunicare la propria opinione ormai a 360° la gente ne fa il più svariato uso, e viene ascoltata. 

Quindi oggi esistono personaggi in grado di influenzare, appunto, una fetta più o meno grande di pubblico del web
e di determinare il successo o il fallimento di ciò che trattano in base a come ne parlano.
Follia? Pane quotidiano ormai!
Possono essere giornalisti o esperti di un dato settore, personaggi dello spettacolo oppure semplici blogger molto seguiti, che condividono contenuti e vengono letti proprio come state facendo voi adesso con me.

Si torna indietro al basilare meccanismo del passa parola, aggiornandolo ad un più immediato ed intuitivo ‘click-to-click’.
Cosa intendo? Se qualcosa va di moda stai pur certo che verrai bombardato su ogni social network, con la differenza che la pubblicità 2.0 ti viene fatta da un amico, qualcuno di vicino che è già stato in grado di accaparrarsi la tua attenzione ed il tuo rispetto.

Ascoltate o contestate, queste figure tutt’altro che mitologiche si ritagliano giorno dopo giorno il loro posto di contributori all’immaginario collettivo con la più completa – o paventata tale – spontaneità e simpatia.

Vi dirò di più: si diventa influencer anche senza saperlo, o senza volerlo. 
Un giorno ti svegli e ti rendi conto che la gente ti presta orecchio… da lì ad improvvisarsi Clio Make Up o Selvaggia Lucarelli può pericolosamente essere un attimo! 😱
Bisognerebbe rifarsi il senno, aveva ragione quella vignetta.


Quanto infatti al valore di queste opinioni… qui casca l’asino (in molti casi letteralmente), sono persone!
Quindi, voi siete sempre d’accordo con tutti?
Con qualcuno sarete perfettamente in sintonia, altri li condividerete solo in parte o addirittura vi daranno fastidio… come se li conosceste ad una cena, ma comodamente recapitati sullo schermo del vostro smartphone!

Il risultato non difficilmente immaginabile è che riceviamo una baraonda di informazioni più o meno interessanti, veritiere o cafone in un fiume pressoché indistinto.
Questo ha i suoi lati positivi e negativi, occorre filtrare con la propria testa.
Tutto sommato, tolto l”impiccio’ del face-to-face, si può sempre abbassare la finestra e passare oltre, per fortuna.