Avete mai pensato di adottare… l’Aceto?

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Hey, tu! Ti piace l’aceto? Sto parlando proprio a te che salterelli al solo pensiero di fare tutto da solo, a te che non ti arrendi di fronte a niente… popolo dell’autoproduzione vieni a me!

Avete mai pensato di preparare l’aceto in casa?

Non è affatto difficile: è un po’ come fare lo yogurt o la pasta madre, non si tratta d’altro che di una coltura batterica.

Stop! Lo so: fa un po’ schifo, ma le colture batteriche sono necessarie per gli alimenti che consumiamo ogni giorno e persino per la nostra salute, in certi limiti.
E non credete che ignorando l’esistenza dei batteri o della mamma dell’aceto le grandi produzioni non li utilizzino… anzi! Per cui: un bel respirone e proseguiamo.


La mamma dell’aceto

La “madre” non è altro che la coltura di cui parlavamo prima, che darà origine all’aceto.

Ok, forse sembra un po’ una medusa gelatinosa, ma vi assicuro che non è nemmeno parente!

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Come fare… a fare

Il procedimento è veloce e sicuro. Vvedrete che vi darà molte soddisfazioni!

DOVE. Vi serve innanzitutto una damigiana di vetro da vino o un bel vaso di terracotta non smaltato.

Ci serve ovviamente del vino.

Per quanto riguarda il tipo di vino da usare l’importante è che non sia molto alcoolico: l’alta gradazione gli impedirebbe di trasformarsi in aceto. L’optimum è un vino da 10 gradi, ma se ne avete uno da 12può andar bene lo stesso, vi basterà diluirlo con un po’ d’acqua.

Vanno bene sia il vino bianco che quello rosso.

Tuttavia se volete usarlo per fare i sottaceti meglio usare vino bianco: le vostre conserve avranno un aspetto più gradevole. Mero criterio estetico!


Ingredienti:
  • 5 litri di vino a 10 gradi (oppure 3 litri a 12 gradi)
  • 2 litri d’acqua (se il vino è a 12 gradi)
  • un maccherone
  • 100 grammi di latte intero fresco (opzionale)
Procedimento:

Prendete la damigiana da 5 litri e versateci dentro i 5 litri di vino. Se il vino è a 12 gradi versatene solo tre litri e aggiungete due litri d’acqua per abbassare la gradazione.

Come da tradizione contadina, aggiungete un maccherone spezzato per fare da starter.

Psss… perchè il maccherone? Così gli zuccheri del vino attaccheranno la pasta e la faranno fermentare.

Lasciate la damigiana in un luogo non troppo fresco e non buio (deve arrivarci la luce del sole!). Copritene la bocca con una garza.

Ogni tanto ricordatevi di andarla a scoprire e farle prendere aria per un’oretta.

Piano piano vedrete formarsi una base spugnosa, formata dai batteri dell’aceto. Ecco la “madre dell’aceto” che sta nascendo.

Dopo circa un mese potrete cominciare ad aggiungere altro vino nella damigiana.

Importante: ogni volta che preleverete dell’aceto dovrete riaggiungere altrettanto vino.


E se l’aceto diventa scuro?

Qualora il vostro aceto dovesse diventare troppo scuro, niente panico!

Potete chiarificarlo aggiungendo nella damigiana 100 grammi di latte caldo.

Agitate e lasciar riposare per 24 ore. Passato questo tempo, filtrate il liquido, che risulterà più chiaro lasciando il sapore inalterato.


Come lo posso usare?

Esattamente come usavate l’aceto industriale! Per condire, nelle salse o per la pulizia di casa…

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