Avete mai pensato di adottare… l’Aceto?

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Vi piace l’aceto? Avete mai pensato di preparare l’aceto in casa da soli?

Non è affatto difficile: è un po’ come fare lo yogurt o la pasta madre, non si tratta d’altro che di una coltura batterica. Stop! Lasciatemi rassicurare i più schizzinosi: le colture batteriche sono NECESSARIE per gli alimenti che consumiamo ogni giorno e persino per la nostra salute, in certi limiti. E non credete che ignorando l’esistenza dei batteri o della mamma dell’aceto le grandi produzioni non ne utilizzino. Per cui fate un bel respirone e proseguiamo.

La “madre” non è altro che questa coltura, che darà origine all’aceto. (Ve la presento, è qui sotto nell’immagine 🙂 ) So che a prima vista può darvi una brutta sensazione, forse vi sembrerà una medusa gelatinosa, ma vedrete che quando abiterà a casa vostra la apprezzerete molto.

Il procedimento è veloce e sicuro e vedrete che vi darà molte soddisfazioni; vi serve innanzitutto una damigiana di vetro (va bene anche se non trovate quella con il collo largo) di quelle da vino o un bel vaso di terracotta non smaltato.

Per quanto riguarda il tipo di vino da usare l’importante è che non sia molto alcoolico: l’alta gradazione gli impedirebbe di trasformarsi in aceto. L’optimum è un vino da 10 gradi, ma se ne avete uno da dodici può andar bene lo stesso, vi basterà diluirlo con un po’ d’acqua.

Vanno bene sia il vino bianco che quello rosso, ma se volete preparare l’aceto per fare i sottaceti il bianco è meglio perché le vostre conserve avranno un aspetto più gradevole. Tenete conto del fatto però che di solito il vino bianco ha una maggiore quantità di solfiti rispetto a quello rosso.

 

Ingredienti:

– 5 litri di vino a 10 gradi (oppure 3 litri a 12 gradi)

– 2 litri d’acqua (se il vino è a 12 gradi)

– un maccherone

– 100 grammi di latte intero fresco (opzionale)

Procedimento:

Prendete la damigiana da 5 litri e versateci dentro i 5 litri di vino; se il vino è a 12 gradi versatene solo tre litri e aggiungete due litri d’acqua per abbassare la gradazione (dovete insomma regolarvi con la quantità di acqua a seconda della gradazione). Se non avete trovato la damigiana a collo largo non riempitela completamente, perché se l’aceto fermenterà potrebbe aumentare di volume. Basterà che vi teniate un po’ scarsi con le dosi; invece di cinque litri precisi mettetene cinque litri meno un po’, regolatevi per lasciare tre o quattro centimetri di aria sulla superficie.

Se volete potete aggiungere un maccherone (consapevole!) spezzato per fare da starter, come da tradizione contadina: gli zuccheri del vino attaccheranno la pasta e la faranno fermentare, e la vostra madre nascerà più velocemente.

Lasciate la damigiana in un luogo non troppo fresco e non buio (deve arrivarci la luce del sole) e copritene la bocca con una garza. Ogni tanto ricordatevi di andarla a scoprire e farle prendere aria per un oretta (dopo ricoprite).

Piano piano vedrete formarsi una base spugnosa formata dai batteri dell’aceto, è appunto la “madre dell’aceto” che sta nascendo. Dopo circa un mese potrete cominciare ad aggiungere altro vino nella damigiana; è importante che ogni volta che preleverete dell’aceto aggiungiate poi altrettanto vino, come fate con la pasta madre, aggiungendo farina ogni volta che ne prelevate un po’.

Se l’aceto fosse troppo scuro, potete chiarificarlo aggiungendo nella damigiana 100 grammi di latte caldo; dovrete poi agitare e lasciar riposare per 24 ore. Passato questo tempo, potrete filtrare il liquido, che risulterà più chiaro (il sapore rimarrà inalterato).

*

Una volta realizzato lo potrete utilizzare in tutti i modi in cui normalmente utilizzate l’aceto industriale: per condire, per fare delle salse o per la pulizia di casa… in ogni modo!

E se invece avete curiosità per la pasta madre o per lo yogurt… stay tuned, dai miei articoli avrete tutte le risposte!