L’anno dei cammini ed il viaggio come meta

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Cosa scopro!! Il 2016 è l’anno dei cammini d’Italia, con tanto di Direttiva ministeriale!

In Italia sono più di 6500 i km di cammini fra naturalistici, religiosi, culturali e spirituali, spesso poco conosciuti.
Dopo la più conosciuta Via Francigena, troviamo la Via degli Dei, degli Abati, il Cammino della Rosa (o di Sant’Agostino), quello di Assisi, la Transumanza, le Ciclovie del Po, la Basilicata Coast to Coast… [> un pò di idee qui , qui o qui🙂 ]

Ogni viaggio è un’esperienza che ci fa ‘altri’, ci fa ‘diversi’, ci rende alla nostra vita arricchiti e nuovi.
Il viaggio crea dipendenza.
E perché?
Forse perché ci spinge al di là dei nostri limiti, fuori dalle nostre sicurezze, ci costringe a metterci alla prova e ci fa riscoprire migliori di quello che pensavamo di essere.
Si parte perché non si riesce a restare, nella maggior parte dei casi.
Si torna perché se ne è capito il valore o solo per ripartire ancora.
Si torna dopo aver fatto una sorta di ‘deframmentazione’ interna ed inconsapevole, con i mostri ridimensionati ed energia nuova da investire.
Si torna spossati e rigenerati.
Ciò che prima ci sembrava enorme ed insormontabile probabilmente è impallidito di fronte alla vastità vera di percorrere a piedi o su ruote grandi o piccole distanze.
Nell’allontanarsi e nel vagare diventa tutto innocuo come a guardare la stessa valle da una grande altezza. E’ così che ti capita di abbracciarla con lo sguardo e pensare che in fondo non faceva così paura, non era così sconfinata… in fondo è tutta lì, a tua misura se cambi il modo in cui la guardi.

Camminare poi ossigena.
Fa bene a tutti i nostri apparati, riduce la pressione arteriosa ed il rischio di malattie a cuore e vasi, diminuisce l’incidenza dei tumori. E non solo, aiuta notevolmente il nostro sistema nervoso: libera le endorfine, ha un’efficacia antiansia e antistress, contribuisce a diminuire la probabilità di depressione.

Si viaggia perché si deve in molte forme.
Si viaggia spostandosi e rimanendo fermi.
Si viaggia con gli occhi aperti o chiusi
E raramente si arriva nello stesso posto da dove si è partiti, anche se si compie un percorso ad anello.


Come diceva Pessoa:

Life is what we make of it.
Travel is the traveler.
What we see isn’t what we see but what we are.