AAA volersi bene: come comporre un mazzo di fiori

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Qualche giorno fa ho iniziato un libro che mi ha acceso un raggio di sole dentro, non saprei come altro definire quanto è successo. Come quella  frase del giovane Holden, sapete? ‘Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.’
Vinti mille pregiudizi, mi sono  ritrovata a leggere Mangia Prega Ama e di questo vi parlerò, promesso,  ma non adesso. Adesso vi voglio parlare di una cosa che ho trovato fra le sue pagine e che mi ha colpita tanto.

Ad un certo punto della sua vita l’autrice, e protagonista, passa un periodo piuttosto buio. Mentre si dibatte nella nebbia, in quello che io definisco ‘il vortice’,  chi mi conosce lo sa, ha un’idea: tenere ogni giorno in casa fiori freschi.
Chi ha passato un brutto momento, uno di quelli in cui non ti sembra ci sia una via d’uscita dalla confusione e dal dolore, che ti rendono incapace di vedere, sa che a tentoni si cerca ogni tipo di appiglio per stare un pò meglio. Procacciarsi aria buona da respirare è una sottile arte che chi non ha albergato nel vortice non ha mai avuto modo di affinare.
Contornarsi di vita è l’inizio per ricominciare a vivere. Non a caso esistite il mondo sconfinato della medicina alternativa, terapie di ritorno a sé tramite la natura, l’esperienza, lo sperimentare il nuovo… basti pensare all’eco therapy o alla pet therapy.

Non è questo il mio momento, per fortuna, ed anzi sto vivendo un periodo particolarmente soddisfacente.
Mi sento forse per la prima volta in vita mia capace di indicarmi una direzione e di seguirla, percorrere la via che mia stessa volontà ha tracciato.
Ciò nonostante, sono sempre pro positive vibes, pro vita e l’idea di riempirmi la casa di fiori mi ha letteralmente fatta impazzire.
Così, tornando da lavoro mi sono fermata da un fioraio e ho portato via con me tutto ciò che colpiva i miei occhi.

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Ho scelto

Solano

Fresie

Non ti scordar di me

Roselline di bosco rosa

Rose bianche

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Tutto iper colorato. Tutto iper gioioso.

La stanza, al loro ingresso, sorrideva.

Un’idea geniale, mi sono congratulata mille e mille volte con me stessa per essermi fatta questo regalo e ho mille e mille volte ringraziato mentalmente Elizabeth Gilbert per avermelo suggerito.
Pura euforia.
Eppure… varie persone non hanno capito. ‘Non c’è qualcuno che te li regala?’, ‘Hai uno spasimante?’. Sì, sono innamoratissima di me stessa, me li regala la persona che più mi ama al mondo. Non mi sto dimostrando nulla, nessuno mi sta circuendo, ho solo fatto qualcosa che mi rendeva felice. Volevo dei fiori, ho preso dei fiori. Fa parte di un preciso processo: sto assecondando la mia volontà, mi ci sto mettendo in sintonia.
Voglio niente altro e niente di meno che tutta la gioia che posso provare.
Perché come ha detto un mio amico saggio, bisogna puntare ad essere gioiosi nella nostra vita fatta di alti e bassi e mantenere dentro una grande estate, invece che puntare ad un’effimera felicità che ogni tanto dovrà pur lasciare spazio ad un po’ di tristezza.

Vado a cercare un grande FORSE. (Pascal)
Ed inizio con un mazzo di fiori.