Come passa un quarto di secolo

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Al superamento del mio primo quarto di secolo, mi trovo costretta a tirare almeno un respiro più lungo.
Un bilancio? Nemmeno, forse più un minuto di silenzio in cui fermare tutto nella mente e ringraziare. Solo che sono qui a farlo, con voi.

Cosa ho fatto in questi 25 anni? Sono cresciuta, ovviamente! Ho seminato e raccolto varie stagioni. Ho amato. Amici, e amanti, grandi pezzi di cuore che invece di ripartire il cuore lo invadono come un’onda e lo rendono infinitamente capiente, in un modo enorme che a volte stentavo ad immaginare possibile.
Ho avuto quindi la fortuna di incontrare importanti schegge di diamante, amici che mi tengono la mano e camminano sui miei passi da una vita intera, e presenze più temporanee che pure hanno un loro senso e valore.
Ho avuto la fortuna di fidarmi del mio cuore, e riconoscerle queste anime belle.
Ho avuto la fortuna di avere anche chi mi avversava, a loro un ringraziamento particolare.
Ho amato, e ho sofferto. Ho conosciuto grandi passioni, ho vissuto grandi storie d’amore che riverberavano in technicolor prepotentemente nella mia mente, nel mio cuore, in ogni fibra di me e tutt’intorno, fuori.
Ho saputo cosa voleva dire avere un pezzo di se stessi fuori da se.
In tutto questo, ho imparato a sentirmi squassata e riconoscente.
Ho viaggiato.
Mi sono comprata una casa.
Mi sono messa alla prova in tante cose diverse.
Ho imparato a fare il sapone, cambiato lavoro, studiato.
Mi sono sentita così libera, e profondamente prigioniera dentro di me.
Ho camminato, sono stata nella natura, e sulle strade nel mondo, fatto la maglia, pescato, dormito con un cucciolo, conosciuto lo yoga, il reiki e fatto tanto sport, sentito musica e guardato film, mangiato bene e mangiato male, bevuto, riso tanto.
Sono stata al mare, e l’ho portato dentro me ogni giorno un po’.
Ho collezionato momenti.

Forse qualcosa l’ho scordato, e non nominerò tutte le persone che mi sono passate negli occhi e nei pensieri. Ma grazie, a tutti voi, per ciò che sono, anche a voi GRAZIE.

Adesso, se volete seguirmi, entriamo nel mio secondo quarto di secolo…