I giorni della merla

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Freddino? E certo, partono oggi i giorni della merla!

I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio.

Le leggende legate ai giorni della merla sono tante e diverse di regione in regione. I punti fermi sono i protagonisti: Gennaio, ed una merla bianca.

Vi racconto la versione più antica, e quella che sinceramente a me piace di più: narra di quando Gennaio non aveva ancora 31 giorni ma soltanto 28…

Una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo.
Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo ventotto giorni.
L’ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo.
Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo e pioggia.
La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni.
Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era ingrigito a causa della fuliggine del camino, e così essa rimase per sempre con le piume grigie.
Attenzione a scherzare con gennaio quindi, che di tutti i mesi è certo quello più permaloso!
Forse proprio per questo, in alcune regioni di Italia è tradizione riproporre alcuni canti popolari durante i giorni della merla.
In alcuni paesi della provincia di Cremona, ad esempio, è tradizione riunirsi davanti ad un falò o sul sagrato di una chiesa per intonare dei canti indossando abiti contadini. Le donne calzano gonna e scialle mentre gli uomini il cappello ed il tabarro ovvero il mantello.
I testi delle canzoni sono diversi di paese a paese ma il tema ricorrente è sempre lo stesso: l’amore e l’inverno.