Una volta c’era una Cenerentola

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Una volta c’era una Cenerentola… un inizio così ha sempre il suo fascino, non trovate?

Il Maggio Musicale si sposta nel cortile Palazzo Pitti per la stagione estiva, proponendo i classici dell’opera lirica: Il Barbiere di Siviglia di Rossini con la regia d’eccezione di Michieletto (che io ho già visto due volte e sto pensando di tornare a vedere la terza!), la Traviata di Verdi, l’Elisir d’amore di Donizetti ed una fiabesca Cerentola, sempre rossiniana.

No, ragazzi, non Disney: Rossini. Sebbene la regista, Manu Lalli, donna di un’energia solare senza pari, sia riuscita a condire il libretto di note decisamente incantate.



Grazie al Maggio sono riuscita a sbirciare dietro le quinte gli artisti in attesa di andare in scena per la prima, parlando con José Maria Lo Monaco, la nostra Cenerentola, e la Lalli. Quest’ultima, tenendo splendidamente banco, ci ha spiegato il lavoro fatto dietro alla pièce che ha allestito: se ci pensate, il destino e la nascita dell’opera sono fortemente legati alla città di Firenze. Personaggi come Rinuccini e Peri, e le nozze di Maria de’ Medici con Enrico IV di Francia ne segnano la crescita nettamente fin dal ‘600.

La fiorentinissima regista inizia quindi ricercando nelle scelte scenografiche la simmetria come punto cardine, che va a sposarsi con il rigore rinascimentale della location.
E poi va oltre.
Entra fra le pagine, e ne tira fuori il vero Rossini, l’uomo del suo tempo che nascosto dietro alle burle e alle sue ouvertures critica la politica nel sottotesto, rendendo le sue creazioni di un’attualità disarmante.
Che vasto teatro il mondo…
Questa Cenerentola cerca il principe fra le pagine dei libri che legge, ingigantiti ad arredare il palcoscenico, e la bontà del trionfo sarà l’innamorarsi di un uomo vero.
La guida? Ciascuno ne ha bisogno, e perché non personalizzare l’incanto in delle fate?
In un atmosfera sospesa e luccicante guideranno la protagonista nell’inseguimento dei propri sogni.


Eppure anche le fate se ne vanno alla fine, quando la nostra eroina cresce ed entra nel principio di realtà… certo, la magia non la si può perdere del tutto, se no diventeremmo persone brutte e spente, ma nemmeno possiamo sperare per sempre che una fatina corra in nostro soccorso! Ad un certo punto, il tuo cuore deve mantenersi bambino in un corpo grande, dentro di te saprai la strada da seguire.

Che spettacolo, c’è proprio da dirlo! Mi sono emozionata fin nel profondo nel guardare questa favola farsi realtà… mi sono emozionata da morire ancor prima dell’inizio, solo viaggiando con gli occhi della Lalli. Ho sentito esplodere la speranza della me-bambina che ancora mi tiene la mano… (in questo caso per meglio dire mi strattonava il braccio saltellando euforica) e, con una certa modestia, l’ho trovata deliziosamente autobiografica 😜

E allora, per quest’anno non cambiare: stesso teatro, se non sei al mare!