Se non vi va bene dove state, muovetevi, non siete mica un albero. E col vostro cuore, fate la stessa cosa.

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Avete più cuore che cervello? Ve lo chiedo perché secondo me è una cosa importante da capire.

Capire questo ti da il metro con cui ti misurerai ogni esperienza e qualche indicazione su come ne uscirai, i tuoi limiti, le tue potenzialità.

Purtroppo il vestito non fa il signore, ne la signora nel mio caso. Questa, un’amara considerazione sulle persone pochine che si incontrano talvolta nella propria vita.

Ma come disse una volta Doisneau: ‘Che te ne importa, ci devi vivere insieme?’

Doisneau:    

ma come la vedeva bene la vita?


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Sto attraversando un periodo difficile, lavorativamente parlando.

Sono reduce da una grande delusione, come potrebbe essere quella della fine del primo amore. Mi ero innamorata di un lavoro, di un’azienda, e questa mi ha tradita.

Succede anche nelle migliori famiglie, nei migliori matrimoni, nelle più belle storie delle soap opera… è successo anche in questo caso, per me.

Ero entrata volenterosa e motivatissima: carica.

Nello scorrere dei giorni, ‘botte da orbi’, come si dice dalle mie parti.

In alcune situazioni sembra che ti vogliano spegnere l’entusiasmo a tutti i costi. Tipo: ‘Sono felicissima di stare con voi’ – ‘Sì, sì, va bene, intanto anche meno, che noi invece ti teniamo, sì, ma un tanto al chilo’. Bene, grazie.

Incassi, ed incassi. Pensi di avere le spalle abbastanza larghe da superare anche questo episodio, anche queste parole, anche questa situazione.

Questo è un meccanismo che avviene in ogni campo, non solo in quello lavorativo. Si creano dei meccanismi a ciclo continuo, con una parte debole ed una che picchia.

In questo caso io le ho prese fino a dimenticarmi perché mi ero sottoposta al pestaggio. O quasi, perchè una parte di me è tenace e se lo ricorda bene perchè ho fatto questa scelta.

Malgrado l’avversione che ho incontrato ad un certo punto, io lo so benissimo perchè sono arrivata fino a qui, perchè ho deciso di infilarmi proprio in questa strada qui, in questo angolino, in questo frangente.

Se apparentemente qui dentro non ho il valore che mi figuro di avere, nella mia testa l’ho tutto. E mi fido delle mie valutazioni, apprezzo il coraggio che ho investito per portarmi a questo punto.

L’ho sempre apprezzato, anche quando ho scelto di amare chi non mi amava, di accettare una proposta che apparentemente non era per me, di fare un viaggio che sulla carta non mi avrebbe divertita. Ho sempre scelto ciò che ho scelto perchè avevo una profonda considerazione della mia potenzialità e di poter imparare.

Arrivata ad un familiare senso di lucidità in assenza di suono, che mi sono accorta di raggiungere nei momenti in cui tutto è oltre le mie forze e sono costretta dall’istinto di sopravvivenza a lasciar andare, ho compreso che l’importante per me è senza dubbio il lancio, lo spiccare il volo. In alcuni casi, se non hai ben considerato alcune circostanze, tipo quella di essere un mammifero di una specie non adatta al volo o di non avere un punto dove atterrare, spazio per planare… potresti schiantarti. Ma tant’è, per me comunque l’importante è prendere il fiato e saltare.

Il coraggio della scelta, che è la vera libertà. Il libero arbitrio.
Grazie, del libero arbitrio. No, dico: grazie, a te che l’hai inventato, è proprio una cosa straordinaria e sensazionale.

Ma dato che sono partita parlando di lavoro, vorrei fare una considerazione più generica, che le corde non mi hanno mai convinta fino in fondo e per me la vita è tutt’altro che solo lavoro.

Fate battere il vostro cuore.

In questi mesi, nell’indurirmi per altre cause, io ho indurito il cuore. E adesso sono come quelle pietre trattate in modo da non assorbire l’acqua. Io, che vedevo cuori ovunque! 😂
Ma io sono porosa, e so che questo trattamento si dilaverà, mi lascerà libera di tornare quella che ero.

Quindi, solo un consiglio: non chiudete il cuore, non spegnete la speranza. Se vi sentite con le spalle al muro, respirate, fate cinque bei respiri profondi, che tre non bastano e poi guardate di nuovo attorno a voi. Il muro non è esattamente dietro le spalle, giratevi e proseguite per un’altra strada.

Nessuno può farti sentire inferiori senza il tuo consenso. (Eleanor Roosevelt)

Mettete dei punti, usate tutta la punteggiatura che vi viene in mente.
Arricchite la vostra vita, non smettete mai di vivere e darvi quella sacra possibilità di sentirvi vivi.

Fatelo 24 ore in un giorno, miliardi di secondi, atomi e respiri.

Se non vi va bene dove state, muovetevi, non siete mica un albero. E col vostro cuore, fate la stessa cosa.

#cuoriovunque

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2 thoughts on “Se non vi va bene dove state, muovetevi, non siete mica un albero. E col vostro cuore, fate la stessa cosa.”

  1. SPES contra SPEM…..è una frase che mi hanno insegnato fin da piccolo.
    Sperare contro ogni speranza…… ma per chi? Per cosa? A volte la vita ti porta lontano da quel che sei e quello che vorresti fare veramente!!!
    Penso che i momenti di crisi servono propio a questo …..rimettersi al centro della propria vita!!! In modo da spiccare il volo!!
    poi se uno è un mammifero non fatto per il volo chi se ne frega…..i pochi secondi di salto valgono quanto mille ore di volo, l’importante,credo, è sperare che l’attimo in cui toccherari di nuovo terra sarai di nuovo te consapevole delle tue capacità e scelte!
    Quindi buon salto in milioni di direzioni!!!!!!

  2. Grazie mille! Auguro anche a te il vento in poppa per ogni tuo salto!

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