5 cose con cui ti scontri duramente crescendo

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Non puoi avere tutto quello che vuoi, ma… va anche bene, tanto non vuoi tutto!
Anzi selezioni, fai selezioni ancora più rigide e poi sfrangi ancora. Restano quelle cose che proprio ti danno pace, gli amici di sempre, le passioni imperiture e le scelte accese. E riempiono la vita quanto tutto l’ammasso che ci avevi stipato prima, incerto su cosa tenere e cosa buttare… e se poi proprio domani mi servirà ricordare chi vinse la finale di curling dell’85 in Svezia? E che colore avevano i riflessi negli occhi del mio primo fidanzatino al parco?
Tutto molto interessante, ma anche estremamente deprivante di energie che puoi investire nel rendere la tua vita piena e lucente. Che faccio, lascio…?

Non ti va bene tutto
Per lo stesso motivo, ovviamente non ti può andare bene tutto, come non ti possono andare bene tutti.
I tuoi parametri si sono affinati con l’approdo nel fantastico territorio della consapevolezza di te stesso. Addentrandoti in queste lande inesplorate scopri come la tua geografia forse era stata tracciata un po’ frettolosamente. E allora ridisegni i confini, delinei gli spazi, coltivi nuove aree rigogliose o scegli di non abitare più quelle avvizzite…

Ciò che vuoi e ciò che fai devono coincidere… altrimenti è un bel pasticcio!
Ed era proprio qui che ti volevo!
Anni incerti ci hanno insegnato che non sempre era possibile far coincidere ciò che volevamo (e parliamo del nostro profondo ago della bussola interna che ci indica la direzione a cui protende realmente ciò che siamo) e ciò che poi effettivamente avveniva.
Che ve le dico a fare le conseguenze di tutto questo: catastrofi, terremoti, alluvioni, onde anomale su NY, stragi familiari, le cavallette…
In questa nuova pelle ora notiamo non senza qualche difficoltà che la nostra tendenza al dramma va scemando, e anzi architettare compromessi su compromessi e soluzioni art attack alla terza Guerra Mondiale ci avrebbe anche stancato.
Per cui, facile e diretto: adesso basta.
Come dice ne La grande bellezza: ‘la più consistente scoperta che ho fatto è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare’. O pensarle, o mimarle… adesso basta, cassiamo i fronzoli.

Che begli occhi che hai… e nella tua giornata li usi per fare cosa, precisamente?
Se l’apparenza in certi casi pare tutto, adesso ti rendi finalmente conto che tutto sommato per te non basta. Al nuovo e scintillante giocattolo new tech si preferisce un bel libro di seconda mano, magari usato ma garantito da anni di esperienza, se mi passate la metafora.
Al posto di un colpo di testa impulsivo si preferisce quella strisciante emozione sottopelle che riverbera dovunque, alla novità il persistente, alla superficie la profondità.
E detto fra noi, infinite ricerche con lo scandaglio e grandi muri su cui si è andati come treni hanno fatto sì che adesso un po’ si sia imparato a sondare e calibrare… per fortuna!

Ma andando al sodo…
Chi ha tempo non aspetti tempo, ora sì che ti accorgi di quanto passi tutto veloce, e quella smania di mangiare il tempo, la vita che ti scappava dalle mani adesso si calma e ti da modo di guardare ogni momento senza la sensazione che si stia divincolando… o forse eri tu a muoverti freneticamente, sì sicuramente eri tu.
Pago di ciò che vedi, hai modo di goderti tutto quello che ti piace e fretta di cestinare ciò che no.
Di certo non hai più voglia di quei tanto romantici giri a vuoto e delle crociate senza speranza in cui ti imbarcavi senza indugio giusto ieri, o un secolo fa, fa lo stesso.
Un popolo saggio dice ‘pura vida’, qui ed ora con serenità ed armonia.
Qui ed ora. Con serenità. Ed armonia.

Pura vida.